La Nuova Sardegna

Spopolamento e infrastrutture

Il peso del disastro viabilità: «Ferme le opere commissariate»

di Roberto Petretto
Il peso del disastro viabilità: «Ferme le opere commissariate»

Le pessime condizioni dei collegamenti locali penalizzano le aree interne. L’assessore ai Lavori pubblici Piu: «Una struttura per gestire l’emergenza»

22 aprile 2024
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Sassari Basta un appalto da 80mila euro per creare disagi che dureranno un mese. Bastano lavori di manutenzione alla rete ferroviaria per tagliare in due la Sardegna. Basta una rete viaria quasi ottocentesca, in parte abbandonata, per rendere ogni viaggio un’impresa. Quando si parla di trasporti, la mente va in automatico a aerei e navi, alla continuità territoriale con la penisola. Ma c’è un’altra emergenza, che dura da decenni, quella della continuità territoriale interna.

Spostarsi da un punto all’altro dell’isola, soprattutto se si deve ricorrere ai mezzi pubblici, può diventare un problema. L’intervento sulla rete ferroviaria annunciato per questi giorni ripropone il problema delle difficoltà di spostamento e, in generale, della carenza di infrastrutture. La rete ferroviaria deve fare i conti con carenze secolari e, in queste settimane, con lavori urgenti che ne stanno limitando l’operatività. Sospesa la circolazione tra le stazioni di Macomer e di Chilivani, con le conseguenti limitazioni di percorso, variazioni d’orario, cancellazioni e riprotezioni con bus sostitutivi nei collegamenti tra Chilivani–Porto Torres e Chilivani-Golfo Aranci – i lavori dovrebbero concludersi il 5 maggio –, ora Trenitalia ed Rfi hanno annunciato che sino al 19 maggio saranno eseguite manutenzioni sulle linee Cagliari–Olbia e Cagliari–Iglesias/Carbonia Serbariu.

Su molte strade, invece, i lavori di manutenzione nemmeno si fanno. E dove sono già previsti degli interventi i lavori vanno a rilento. Così ci sono isole nell’isola dove il problema non è arrivare in aereo da Milano o da Roma, ma sposarsi in città, magari per una visita medica. Carenza antica, quella dei collegamenti stradali che definire lacunosi è poco. Il nuovo assessore regionale ai Lavori pubblici, Antonio Piu, ammette l’enormità del problema: «Siamo entrati in carica da una decina di giorni, ma abbiamo visto che quasi tutte le opere commissariate sono al momento ferme. Per questo motivo ho chiesto di poter realizzare, all’interno dell’assessorato, una struttura che possa gestire le strade commissariate».

Questo solo per capire come muovere i primi passi. E dopo? « Poi avvieremo un rapporto di collaborazione con l’Anas per cercare di accelerare l’iter dove è possibile. Ci sono situazioni differenti, ad esempio la Sassari-Olbia dovrebbe arrivare a ultimazione il prossimo anno. Altri appalti, invece, hanno necessità di sviluppare l’aspetto burocratico. È il caso, ad esempio, della Sassari-Alghero, dove ci sarà da fare un lavoro che ci consenta di accelerare le pratiche necessarie».

Il “Libro bianco sulle priorità infrastrutturali della Sardegna”, redatto dalla Camera di Commercio Cagliari-Oristano, ha tracciato un quadro desolante della situazione: La Sardegna è la terza regione italiana per superficie (24.090 kmq) e la penultima per densità abitativa (65,5 ab/kmq).

«Si tratta - si legge nel rapporto - di una condizione geografica penalizzante dato che in alcuni casi non permette di creare la “massa critica” necessaria per l’implementazione di servizi capillari e efficienti».

La regione è l’unica in Italia a non avere tratte autostradali o reti ferroviarie elettrificate: «Il sistema viario poggia su due assi principali per i collegamenti sud-nord, la SS131 e la SS125 Orientale Sarda. Entrambe risentono di problemi di congestione per la presenza di grandi flussi di mezzi commerciali e automobili private». Manca un’adeguata rete «di collegamenti trasversali e la viabilità secondaria-strategica per le aree interne dove sono presenti aziende agricole e allevamenti che esportano prodotti di qualità-presenta problemi dovuti alla scarsa manutenzione».

Lo sviluppo complessivo della rete stradale sarda è di 9.047 km. Di questi, 2.936 km sono di strade statali, 6.000 km di strade provinciali e 3.981 di strade comunali extraurbane. Ecco quindi che appare chiaro come un grande peso dell’efficienza della rete viaria ricada su Province e Comuni: «La Regione - spiega l’assessore Piu - deve svolgere un ruolo di supporto a Province e Comuni, ha l’obbligo di realizzare una mappatura delle necessità. C’è l’esigenza di collegare il centro Sardegna alle zone urbane e alle città in maniera più efficiente. Bisogna poi mettere in sicurezza le strade pericolose, partendo dalla 131: penso, ad esempio, all’incrocio a raso di Paulilatino. Insomma, i dossier che abbiamo in mano sono tanti ma stiamo prendendo le misure».

Di concreto, cosa si può fare per aiutare gli enti locali? «Ho già avuto dei contatti con alcuni amministratori straordinari delle Province. La Regione deve agire sulla programmazione dei fondi che possiamo reperire dallo Stato. Può cercare di elaborare un programma anche decennale che consenta di aiutare gli enti locali che per ora stanno soffrendo».

Partendo da queste condizioni, come si può sperare di combattere la spinta che allontana i cittadini dai piccoli centri e li spinge verso le città? Anche perché i problemi dei collegamenti si sommano con altre carenze infrastrutturali: reti telematiche inefficienti o inesistenti, carenza di servizi a sostegno delle famiglie. E la tendenza allo spopolamento non si arresta, anzi si rafforza sempre di più.


 

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