La Nuova Sardegna

Salute

Bambini con celiachia, una ricerca tutta sarda

Bambini con celiachia, una ricerca tutta sarda

Identificabili i soggetti a rischio diabete tipo 1

14 maggio 2024
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Cagliari Nei bambini affetti da celiachia sarà possibile ritardare, o addirittura prevenire, l’insorgenza del diabete. A questa conclusione è arrivato lo studio di un team tutto sardo guidato dal pediatra dell’ospedale Microcitemico di Cagliari, Mauro Congia, che nei giorni scorsi ha visto pubblicare sulla prestigiosa rivista statunitense Clinical and Translation Gastroenterology uno studio dal titolo La genotipizzazione Hla nei bambini affetti da celiachia consente di stabilire il rischio di sviluppare il diabete di tipo 1. La ricerca ha coinvolto oltre al Microcitemico le Università di Cagliari e Sassari e la Asl 8. Il gruppo di lavoro era formato anche da Enrico Schirru, Rossano Rossino, Daniela Diana, Rita D. Jores, Davide Baldera, Sandro Muntoni, Claudia Spiga, Carlo Ripoli, Maria Rossella Ricciardi, Francesco Cucca.

Lo studio getta solide basi soprattutto per l’approccio terapeutico perché dimostra, per la prima volta, come sia possibile identificare il rischio futuro d’insorgenza del diabete tipo 1 grazie alla genotipizzazione Hla, cioè l’analisi dei geni coinvolti nelle risposte immuni dell’organismo. Infatti, se è noto che i bambini con celiachia possono diventare anche diabetici, grazie alla strategia delineata nello studio ora sarà possibile identificare quelli più predisposti al diabete tipo 1. E questo si rivela di estrema importanza. La ricerca ha infatti scoperto che solitamente i piccoli pazienti sviluppano prima la celiachia (l’insorgenza in genere è intorno agli otto anni d’età) e solo qualche anno dopo il diabete (mediamente intorno agli undici anni). Quindi, si può approfittare della differenza temporale per intervenire sull’insorgenza del diabete.

«Questo diventa possibile grazie a delle terapie che utilizzano anticorpi monoclonali” – spiega Mauro Congia- Negli Usa dal 2022 è in uso il Teplizumab, un farmaco che lavora in tal senso ora al vaglio anche dell’Agenzia europea per i medicinali».

Lo studio appena pubblicato è stato condotto su un gruppo di 1886 pazienti sardi, 822 con celiachia, 1067 con diabete di tipo 1, mentre 627 sono stati i controlli sani utilizzati. La ricerca ha potuto contare sul supporto della Fondazione di Sardegna ed è dedicata alla memoria della biologa Caterina Chessa.


 

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