La Nuova Sardegna

Monte Nuovo

Chiusa l’inchiesta per mafia, indagato il rettore di Sassari Gavino Mariotti

di Andrea Massidda
Chiusa l’inchiesta per mafia, indagato il rettore di Sassari Gavino Mariotti

Per i magistrati sarebbe tra i promotori dell’organizzazione criminale.Nel fascicolo avvisi di garanzia anche per Massimo Temussi e Giorgio Carboni

15 maggio 2024
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Cagliari Accusa di associazione di stampo mafioso confermata e tre nuovi indagati, tra i quali il rettore e candidato sindaco di Sassari Gavino Mariotti. La Direzione distrettuale antimafia di Cagliari chiude con un colpo di scena l’inchiesta “Monte Nuovo” sui presunti rapporti illeciti tra criminalità organizzata, colletti bianchi ed esponenti delle istituzioni. La stessa indagine che aveva prepotentemente conquistato il primo piano dei quotidiani nel settembre scorso, quando insieme all’ex assessora regionale all’Agricoltura Gabriella Murgia e al medico Tomaso Cocco (all’epoca primario di Terapia del dolore dell’ospedale Binaghi) erano finite in carcere altre 11 persone più 18 agli arresti domiciliari.

Accuse confermate L’avviso inviato ieri sera (15 maggio) a tutti gli indagati e ai loro difensori mantiene sostanzialmente inalterato il quadro delle imputazioni contenute nell’ordinanza di custodia cautelare lunga 407 pagine e firmata a suo tempo dal gip Michele Contini. Ciò significa che il pubblico ministero Emanuele Secci, ignorando di fatto la pronuncia del Tribunale del Riesame che aveva escluso l’associazione di stampo mafioso e l’associazione segreta, ha invece confermato queste due pesantissime contestazioni. Un atto che ha lasciato basiti gli avvocati.

Nuovi indagati Ma l’altra notizia destinata inevitabilmente a far clamore è che adesso nel fascicolo chiuso compaiono i nomi di altri tre indagati. Persone molto note, come Gavino Mariotti, rettore dell’Università di Sassari ma anche candidato alla carica di sindaco per il centrodestra in quella stessa città. Nell’elenco degli indagati – ma non sottoposto a misura di custodia cautelare – figura inoltre Giorgio Carboni, ex direttore sanitario dell’Ats e ora direttore generale della Asl del Medio Campidano. E con lui anche Massimo Temussi, ex commissario dell'Ats e attualmente a Roma con l’incarico ministeriale di direttore generale delle Politiche attive del lavoro.

Il rettore Mariotti viene indicato dalla Procura distrettuale antimafia come tra i promotori e organizzatori del sodalizio criminale che – stando al pm – avrebbe persino favorito la sua elezione a rettore dell’ateneo sassarese. «Punto di riferimento nel mondo delle istituzioni, della sanità e del credito», Mariotti secondo l’accusa avrebbe assicurato la sua incondizionata disponibilità ad agevolare gli affiliati e le persone contigue per la realizzazione degli obiettivi illeciti di volta in volta perseguiti, come ad esempio nomine dirigenziali nella sanità, assunzioni nella pubblica amministrazione, accesso privilegiato al credito bancario e agevolazioni nelle prestazioni fornite dal Sistema sanitario nazionale.

I dirigenti pubblici A Temussi e Carboni, invece, si contesta in concorso l’abuso d’ufficio e la rivelazione di segreto d’ufficio. Per gli inquirenti, il primo nella qualità di commissario straordinario dell’Ats, e il secondo nella qualità di direttore sanitario della medesima azienda regionale, avrebbero «intenzionalmente e su istigazione di Tomaso Cocco procurato a quest’ultimo l’ingiusto vantaggio patrimoniale consistito nel conferimento dell’incarico di dirigente della Struttura semplice dipartimentale Terapia del dolore dell’ospedale Binaghi di Cagliari.

Sempre Temussi e Carboni, secondo il pubblico ministero, avrebbero abusato delle rispettive qualità e dei poteri del loro ruolo «rivelando sistematicamente» a Tomaso Cocco «notizie concernenti il procedimento amministrativo relativo alla selezione interna per l’incarico di di direttore di Struttura di Terapia del dolore per i presidi ospedalieri unici di Olbia, Nuoro e Cagliari».

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