La Nuova Sardegna

Sanità malata

L’Ortopedia a Nuoro è senza personale e per ora senza soluzioni: chi si frattura si cura altrove

di Luciano Piras
L’Ortopedia a Nuoro è senza personale e per ora senza soluzioni: chi si frattura si cura altrove

Reparto off-limits per le urgenze e per gli interventi

17 maggio 2024
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Nuoro «Ci stiamo attivando per cercare ogni soluzione utile alla riapertura, ma questo deve avvenire con il rispetto dei necessari criteri di sicurezza». Come dire: la buona volontà c’è tutta, ma abbiamo le mani legate, non possiamo fare diversamente. È stata questa la risposta della Asl barbaricina alla donna che qualche giorno fa ha denunciato la lunga odissea vissuta dalla nonna 85enne all’ospedale San Francesco di Nuoro. Da un lato, il pronto soccorso: un carnaio di pazienti in attesa infinita prima di poter essere presi in consegna da uno qualsiasi dei pochi medici di turno. La signora in questione è rimasta in barella per ben 32 ore di fila. Dall’altro lato, il reparto di Ortopedia: off limits alle emergenze, chiuso ai ricoveri e agli interventi, aperto soltanto per le ordinarie visite ambulatoriali. Tant’è che la signora in questione, con una frattura del femore, è stata infine trasferita giocoforza all’ospedale Marino di Alghero.

Ora come ora, l’Ortopedia del San Francesco «può contare su tre ortopedici ospedalieri in servizio: numero insufficiente per riaprire il reparto in sicurezza», sono le parole della direzione Asl dopo il clamore scoppiato attorno alla sfortunata 85enne. «Per quanto riguarda i trasferimenti in altre strutture ospedaliere della rete regionale, questi ultimi giorni (in particolare nel fine settimana) abbiamo dovuto occuparci di diversi pazienti ortopedici – è la constatazione di fatto della stessa azienda –. Va precisato che ogni paziente ha differenti necessità cliniche e, prima di essere trasferito, necessita di indagine diagnostica, consulenze anestesiologiche e/o cardiologiche, in modo che possa essere trattato velocemente nelle strutture riceventi» spiegano ancora dagli uffici di via Demurtas, sede generale e amministrativa dell’Azienda sanitaria locale n° 3 guidata dal direttore Paolo Cannas.

«In alcuni casi abbiamo rispettato i tempi corretti, nel caso della signora in questione, per diversi motivi non siamo stati celeri quanto avremo voluto» hanno riconosciuto dalla Asl. «I casi accaduti nel fine settimana però, ci sono serviti per analizzare le problematiche emerse e per emanare delle circolari interne che serviranno per migliorare il servizio – ha sottolineato Cannas e con lui tutta la direzione strategica della Asl nuorese –. Ci scusiamo per l’accaduto, ma ribadiamo che siamo impegnati tutti i giorni per cercare di gestire una situazione non facile e cercare delle soluzioni utili per migliorarci». Un atto di vicinanza ai pazienti, chiedere scusa, che è anche l’indice di un lavoro sovrumano che a Nuoro fa i conti ogni giorno con gravi carenze strutturali.

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