La Nuova Sardegna

La grande sete

Siccità, nuove restrizioni. Ambrogio Guiso: «Un massacro per le campagne»

di Salvatore Santoni
Siccità, nuove restrizioni. Ambrogio Guiso: «Un massacro per le campagne»

Il Consorzio di Bonifica: «Fermate questa delibera». Baronia in crisi, garantita solo l’acqua potabile

25 maggio 2024
4 MINUTI DI LETTURA





Sassari «È un massacro». Il presidente del Consorzio di bonifica della Sardegna centrale, Ambrogio Guiso, non usa mezzi termini per sintetizzare in tre parole le otto pagine dell’ultima decisione del comitato istituzionale dell’autorità di bacino. La delibera, adottata il 24 maggio, vara una nuova stretta per l’utilizzo dell’acqua dell’invaso di Maccheronis, a Posada, che lascia a secco le campagne da Siniscola a Porto San Paolo per dirottare ogni goccia d’acqua verso i potabilizzatori. L’obiettivo è pompare acqua nei rubinetti delle centinaia di migliaia tra residenti e turisti. Il problema è che molte case e strutture ricettive resteranno comunque senz’acqua.

La delibera La Regione ha accertato che al 15 maggio il volume di acqua a Maccheronis è sceso a 8,28 milioni di metri cubi, pari al 36% di quello autorizzato. I prelievi di risorsa nelle due settimane tra il 2 e il 15 maggio invece che ridursi sono aumentati vorticosamente: l’idropotabile ha registrato 1.600 metri cubi di consumi aggiuntiti al giorno mentre quello agrozootecnico è cresciuto di 10mila metri cubi al giorno. Per questo si è reso necessario un ulteriore giro di vite ai prelievi rispetto a quello che era stato stabilito lo scorso 8 maggio, quando il comitato istituzionale aveva varato una serie di “prenotazioni” di risorsa in vari invasi dell’isola per cercare di garantire l’approvigionamento ai potabilizzatori.

Residenti e turisti L’obiettivo del comitato istituzionale è dirottare tutta l’acqua verso i potabilizzatori per scongiurare che i rubinetti nelle case restino a secco, soprattutto alle porte della stagione turistica. Circostanza che, oltre a un danno economico incalcolabile, potrebbe generare situazioni di rischio per la salute pubblica, data l’enorme affluenza nelle località balneari.

I problemi La difficoltà, nel caso del Sistema Posada, sta nel fatto che “prenotare” l’acqua soltanto per i consumi idropotabili è praticamente impossibile: la rete è una sola. E poi c’è un’altra questione: molte diramazioni dell’acqua grezza arrivano dove non arriva la rete di Abbanoa. E viene filtrata con micropotabilizzatori anche da strutture alberghiere Ecco perché c’è una grossa possibilità che anche hotel e case vacanze si ritrovino senz’acqua, non in piena estate ma già tra pochi giorni.

Il consorzio E infatti, il presidente del consorzio di bonifica ha le idee chiare sulle indicazioni che arrivano dal comitato istituzionale: «Sono inattuabili». «Ordinare la chiusura totale è un massacro – spiega ancora Guiso –. Abbiamo intere frazioni che ricevono l’acqua grezza, e anche hotel e abbeveraggi vari per gli animali. Prima di chiudere in questo modo è necessario ragionare bene. Noi non ce la sentiamo di farlo così, di punto in bianco».

«Capisco che è un ordine che arriva dall’alto – aggiunge – ma bisogna provarle tutte prima di arrivare a questo punto. Noi siamo in movimento, abbiamo già avviato interlocuzioni perché ci sono due o tre idee che potrebbero risolvere il problema almeno per un mese. Siamo in contatto coi sindaci dell’Alta Baronia quasi ogni minuto. Abbiamo la possibilità di poste di acqua a valle della diga di Maccheronis, si possono fare delle trivellazioni e trovare altre soluzioni».

Rete mista La madre di tutti i problemi è la conformazione della rete del consorzio di bonifica della Sardegna centrale. In sostanza, non è sezionabile. «Anche volendo non posso chiudere quelle condotte – riprende Guiso –. Noi non siamo come sul Cedrino, dove ci sono due reti distinte per le campagne e per i potabilizzatori. Qui passa tutto nella stessa condotta. Faccio un esempio: l’acqua grezza per il potabilizzatore di Torpé passa nella stessa rete che arriva nelle campagne. Stesso discorso per San Teodoro, Posada e Budoni. Possiamo chiudere le diramazioni secondarie, ma sono nulla in confronto al resto. Ecco perché a mio parere la delibera è inattuabile. Bisogna sedersi attorno a un tavolo è ragionare».

Valle dei Giunchi Nelle pieghe di una delibera da lacrime e sangue per la Baronia, emerge uno spiraglio per la Nurra. L’azzeramento dell’acqua da destinare al comparto della Valle dei Giunchi – rinomata soprattutto per le carciofaie – che erano state decise con la precedente delibera dell’8 maggio scorso, potrebbero essere rivalutate. Domani, infatti, è prevista una cabina di regia per cercare di mettere a disposizione alcune quote di acqua per le aziende del territorio.

Cipnes Un altro capitolo della delibera riguarda il Cipnes. Nella delibera dello scorso 8 maggio, il comitato istituzionale aveva stabilito per il consorzio un volume di consumi pari a 630mila metri cubi. Ora questa cifra è stata portata a 980mila metri cubi.


 

In Primo Piano

L'annuncio

Autonomia differenziata, la Regione Sardegna ricorre alla Corte costituzionale contro la riforma del Governo

Le nostre iniziative