La Nuova Sardegna

L’intervista

Antonella Canu: «Sindaca a 25 anni, esperienza bellissima ma all’inizio non facile»

di Paolo Ardovino
Antonella Canu: «Sindaca a 25 anni, esperienza bellissima ma all’inizio non facile»

La prima cittadina di Lodè dal 2020 commenta il rapporto tra giovani e politica

05 giugno 2024
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Sassari Ovvio, prima gli occhi di fronte agli obiettivi dei fotografi diventavano subito lucidi. Adesso Antonella Canu è molto più a suo agio con la fascia tricolore e seduta dietro la scrivania del suo ufficio. La sindaca di Lodè ha 28 anni, quando è stata eletta nel 2020 ne aveva compiuti 25 da poco ed era diventata l’amministratrice più giovane dell’isola. Con la sua lista “Una nuova sfida” era scesa in campo in Baronia dopo il commissariamento del comune nel 2019 a seguito delle dimissioni dell’allora sindaco Graziano Spanu.

«All’inizio era difficile, le persone continuavano a trattarmi semplicemente come una ragazza del paese», spiega Canu. C’è voluto tanto lavoro, «e oggi posso dire che essere sindaca è una bellissima esperienza, hai la possibilità di aiutare la gente in maniera concreta». Croce e delizia. «Dall’altra parte, non mancano i momenti di sconforto però – confida Antonella Canu –. Vuoi fare tante cose ma spesso sei bloccata da burocrazia, mancanza di personale, una macchina amministrativa che è lenta e difficile». Tante idee, «ma ho capito che in cinque anni non sarà possibile fare tutto». Portare il nome del proprio paese in rappresentanza è un altro motivo di orgoglio e «soddisfazione», spiega. Per esempio uscire fuori dai confini comunali e partecipare a convegni, tavoli tecnici, incontrare altri primi cittadini e politici di esperienza da cui attingere. «Sì, significa confrontarsi e cercare spunti, idee, nuovi approcci per la risoluzione di problemi comuni. La politica si fa molto dentro le nostre comunità ma anche fuori». Prime lezioni imparate. L’interesse verso i meccanismi che muovono la società c’è sempre stato.

Antonella Canu ha frequentato l’università di Sassari, laureandosi alla triennale in Scienze del turismo e nel biennio della magistrale in Mediazione culturale nell’ambito della valorizzazione del territorio. Più un progetto di dottorato sul parco Tepilora. Ma oltre al percorso di studi, tra i corridoi universitari si è candidata prima come rappresentante di corso di laurea e di dipartimento poi, ed è stata presidente del consiglio di ateneo e in senato accademico. «Capisco bene miei coetanei non interessati alla politica – riflette –. Perché si rivolge davvero poco ai giovani. Però bisogna anche capire che la politica è tutto, è ovunque. In ogni azione e decisione nella vita quotidiana. Io la intendo in questo modo». Ed è simpatico vedere tra le stories del suo profilo Instagram un attimo prima la foto del sabato sera con le amiche e un attimo dopo la condivisione dell’ultima ordinanza appena firmata. Nuovi modi di comunicare, appunto: e si passa anche da strade meno istituzionali. (p.a.)

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