La Nuova Sardegna

Innovazione

Talenti sardi, nuovi cervelli per la Dubai saudita

di Salvatore Santoni
Talenti sardi, nuovi cervelli per la Dubai saudita

Abinsula diventa partner del colosso Metscco e apre una sede a Riad

05 giugno 2024
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Sassari Il suo compito quotidiano è fiutare il business giusto per garantire ricavi milionari alla sua compagnia. Si chiama Abdullah Mohammed Al Sabhan, è un ingegnere e guida la Metscco, il colosso delle costruzioni del settore petrolifero dell’Arabia Saudita. Da qualche mese, Al Sabhan ha avuto un’intuizione: creare un hub made in Sardinia nel suo Paese. Uno spazio dove assorbire il know-how delle aziende sarde che servirà per costruire l’Arabia del futuro.

Il primo tassello di questo piano milionario? L’azienda sassarese Abinsula, che da poche settimane ha infatti aperto una sede a Riad. «C’è molta professionalità nelle aziende sarde – spiega Al Sabhan –. Ho potuto osservarla dove aver trattato con molte realtà specializzate in diversi campi». La prima della lunga serie di partnership del colosso delle costruzioni è l’azienda software/ingegneria/automotive/ basata a Sassari ma «sono in corso trattative con molte altre aziende del settore ingegneristico», precisa il manager saudita. Nonostante il pane quotidiano della Metscco sia l’ingegneria legata all’industria petrolifera, l’idea del manager è fare una spremuta delle migliori esperienze dell’isola, e italiane più in generale, per poter distillare queste competenze sul territorio.

L’Arabia, infatti, si appresta a una sorta di piano epocale di investimenti per cercare di diventare quello che è diventata Dubai negli ultimi vent’anni. E quindi servono competenze un po’ in tutti i settori. C’è la possibilità, quindi, che questo cluster sardo in Arabia si allarghi nel breve periodo. «Siamo disposti a discutere questa opzione in dettaglio – riprende Al Sabhan – per includere anche altri settori. Penso, ad esempio, all’istruzione e alla medicina». Dentro all’operazione c’è il manager cagliaritano Massimo Cugusi, ceo di Touché Consulting e vicepresidente nazionale Uniexportmanager. Lui introduce le aziende in questi mercati per mestiere, ma quando sono sarde e competenti ha sempre un occhio di riguardo, se non un debole. «Abinsula non è stata una scelta casuale – spiega Cugusi – e nasce dalla sua grande capacità di proporsi come fornitore di soluzioni digitali in ambiti molto diversi tra loro, dalla digital transformation dell’industria fino all’agricoltura smart. Da sempre siamo convinti che il paniere dell’export italiano possa arricchirsi attraverso la componente dei servizi, dall’ingegneria all’architettura del paesaggio, dalla creatività alla formazione, per finire con la sicurezza, fisica ed informatica. In tutti questi ambiti abbiamo in corso progetti ambiziosi che vedono in campo anche eccellenze di varie regioni, tra le quali la Sardegna».

Quella di Riad non è la prima sede all’esterno degli ingegneri sassaresi. «Siamo un partner tecnologico – spiega il ceo di Abinsula, Andrea Sanna – e portiamo in dote i nostri prodotti e competenze mentre l’azienda saudita la conoscenza del mercato regionale. Nel 2019 abbiamo aperto la divisione spagnola, a Barcellona, prima con un ufficio commerciale ora con un’unità produttiva stabile di diritto spagnolo. Nel 2020 c’era anche in progetto una sede nel sud della Cina ma, per il problema Covid prima e tensioni politiche dopo, è ancora in stand-by».

Tra le aziende leader in questa avventura saudita c’è anche il gruppo Sgaravatti, il colosso del verde che con il lusso ha già una certa confidenza. Nei mesi scorsi l’azienda ha partecipato a un evento in Arabia Saudita per presentarsi ai potenziali clienti. «Abbiamo già dei contatti per vari progetti – spiega Pierpaolo Murgia – porteremo un po’ della nostra competenza con i nostri tecnici. Per noi non è una novità dato che da anni siamo stabilmente a Dubai, Zanzibar, poi ora in Nigeria. A Riad i sauditi vogliono costruire un parco che sarà 8 volte e mezzo più grande del Central Park di New York, e quindi ci sarà tanto da fare».

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