Franco Cuccureddu: «Non ci sarà più uno spot unico della Sardegna»
Inutile promuovere i prodotti gastronomici a base di maiale nel mondo arabo, o puntare solo su spiagge e mare se gli svizzeri non amano il caldo di agosto
Cagliari C’è una immagine di Sardegna isola delle vacanze da rinfrescare. E anche un bel po’ di luoghi comuni da scrostarle di dosso. Dopo decenni di regione da ombrellone e bikini, con una cultura presentata più in versione folcloristica che identitaria, la missione del nuovo assessore regionale al Turismo richiederà una buona dose di impegno, pazienza e determinazione. «Di sicuro – garantisce Franco Cuccureddu – non ci sarà più una sola campagna pubblicitaria, con una unica immagine della Sardegna. Né in Italia e né all’estero. E non sarà costruita sulla base di un gusto personale. Come assessore intendo metterci il meno possibile di mio. Vorrei basarmi invece su dati scientifici, su cui riflettere insieme agli operatori, dopo aver valutato tutte le opzioni». Dati che non saranno più solo quelli dell’Osservatorio regionale sul turismo, che fotografa presenze e arrivi nelle strutture alberghiere ed extra alberghiere.
Dati, dati, dati «A oggi questi sono gli unici elementi che abbiamo – aggiunge l’assessore –. Ovviamente parliamo di dati significativi, dai quali si scoprono cose che nemmeno immagini. Ad esempio che il terzo nostro target come nazionalità estera di riferimento è la Svizzera. Che diventa decimo ad agosto perché gli svizzeri non sono turisti di alta stagione. Hanno una elevata capacità di spesa e in proporzione agli abitanti, sono 9 milioni, rappresentano la più alta percentuale in assoluto di stranieri in Sardegna. Questi dati li faremo dialogare con quelli che arrivano dalle altre strutture della Regione, come quelli dell’Osservatorio dei trasporti o dei beni culturali sulle presenze nei musei, che fino a oggi sono rimasti chiusi in compartimenti stagni. In più cercheremo di completare il quadro delle informazioni con altri dati importanti, ad esempio la propensione alla spesa, cosa e dove vengono fatti gli acquisti, attraverso una convenzione con Mastercard».
Capire per agire L’assessore Cuccureddu sposa un approccio scientifico al fenomeno turistico, basato sulla creazione di politiche predittive grazie all’aiuto di università e intelligenza artificiale. «Ciò che stiamo cercando di fare è dare un approccio scientifico al fenomeno del turismo per consentire d fare programmazione e sviluppare le professionalità che servono. Cercando di acquisire anche i dati dei nostri competitor, per capire perché, faccio un esempio, i finlandesi scelgono le Baleari e verificare se c’è spazio per la Sardegna di inserirsi in quel mercato. Nel giro dei prossimi venti anni raddoppierà il numero di turisti nel mondo, dobbiamo prepararci a gestire l’overtourism e fare si che la Sardegna abbia più prodotti attrattivi che consentano di migliorare la redditività».
Volare oh oh! Di pari passo la Regione ragiona sulle nuove rotte, nazionali e internazionali da introdurre. I dati e la promozione in località che non si possono raggiungere sarebbero un investimento inutile. «Abbiamo 10 milioni di euro l’anno per tre anni a disposizione che verosimilmente dovrebbero generare bandi per 45-50 nuove rotte. Stiamo valutando quali. Saranno alcune intercontinentali, alcune internazionali, il 30% nazionali, 10 milioni sono un incentivo molto basso, bisognerà capire se le compagnie avranno interesse».
Basta agosto Ma sia chiaro. L’obiettivo non è portare ancora vacanzieri nel periodo estivo intasando già mesi saturi. «Io sarei felice se crescesse la ricchezza dei sardi. Quindi sostenibilità economica dei prodotti non solo turistici, ossia contribuire a far vivere meglio i sardi. Sostenibilità sociale. Perché oggi chi lavora nel campo del turismo sa che va incontro alla vita da precario, lavora tre – quattro mesi come un mulo e poi si gira i pollici d’inverno o deve andare fuori per lavorare Aumentare le presenze di agosto significa poi avere problemi di gestione delle masse, non avere acqua a sufficienza e parcheggi, depuratori in tilt, non avere spazi in spiaggia e quindi essere costretti a ricorrere al numero chiuso. Significa marginalità ampia degli imprenditori, Compagnie aeree e navali sfruttano l’ eccesso di domanda di quel periodo e fanno i prezzi che vogliono Infine penso poi all’aspetto economico. A un incremento di presenze non corrisponde un incremento di ricchezza. Alghero è un esempio. Ha il maggior numero di presenze ma anche il maggior numero di persone disoccupate».
Su una cosa Cuccureddu è più che sicuro. Non ci sarà più una campagna promozionale della Regione dall’immagine blindata per ogni mercato.
Tanti spot «Credo non si possa fare più un solo spot della Sardegna, non ha senso. Ci devono essere tanti spot o campagne pubblicitarie, orientate dove i dati ci diranno che vanno orientati. In Spagna ad esempio, che prenota l’85% on line è inutile fare campagne acquistando pagine sui giornali. Meglio investire in digital marketing puntando sulle cose che abbiamo in comune o quelle che gli spagnoli amano. Se faccio promozione sul mercato arabo dovrò presentare un prodotto diverso, se devo attrarre turisti extra estivi nel mio spot ci dovrà essere meno mare».
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