Liste d’attesa: per una risonanza appuntamento a ottobre 2026
Il Controllo per un possibile tumore slitta di due anni. La reazione: «Dovrò andare da un privato»
Sassari «Quando ho letto 6 ottobre alle 7.30 ho pensato “Vabbè c’è da aspettare qualche mese ma no posso lamentarmi”. Quando ho letto la data completa non volevo crederci». La data completa è 6 ottobre 2026, prima finestra utile in tutta la Sardegna per una risonanza magnetica.
La visita e l’esame La disavventura, «davvero viene difficile crederci», la racconta Gabriella Tatti dalla piccola Nughedu Santa Vittoria. Ad avere bisogno dell’esame specifico è una sua familiare che ha più di 80 anni. Non dice molto altro, Gabriella, per riservatezza. Però un po’ l’amarezza e un po’ l’indignazione l’hanno mossa a raccontare quanto accaduto nei giorni scorsi. E anche l’incredulità. «Sì, la passata settimana, a seguito di una visita chirurgica – racconta Gabriella –, è emersa una neoformazione in una zona abbastanza delicata, nei linfonodi e vicino all’arteria femorale». Il medico decide subito che è meglio andare a fondo e indirizza l’anziana verso un esame specifico. «Una angio risonanza».
L’angio-Rm consente di studiare infatti i vasi sanguigni, soprattutto quelli arteriosi, in specifiche porzioni di corpo. Proprio quello che servirebbe alla parente di Gabriella Tatti, «per capire se si tratta di un tumore benigno o qualcosa di più preoccupante». E lei, che ha preso a cuore la questione, è abbastanza preoccupata perché ne parla con il foglio del cup in mano che le dà appuntamento tra due anni e 2 mesi.
La sorpresa Come prima cosa, qualche giorno fa Gabriella si rivolge al centro unico per le prenotazioni e «il primo posto utile è risultato essere a ottobre del 2026 all’ospedale Brotzu di Cagliari. Mi è stato detto che si tratta di una risonanza particolare, che non tutti gli ospedali sono in grado di fare».
Ma l’attesa è apparsa subito come un’esagerazione. Tanto da indurre la donna di Nughedu, a guardarsi attorno. «A questo punto da lunedì (oggi, ndr) proverò a chiamare qualche studio convenzionato o direttamente un privato che lo possa fare a pagamento». Dal nord al sud dell’isola, ora parte la caccia alle alternative per abbattere i tempi di attesa e poter sottoporsi all’esame nel giro di poco tempo. Pochissimi mesi o addirittura poche settimane.
Fuori dall’isola C’è anche un’altra via percorribile. Che è lo spauracchio dietro l’angolo ma non uno scenario impensabile. Tutt’altro: «Oppure dovrò rivolgermi a qualcuno andando fuori». Andare fuori significa oltremare. Migrare per la sanità. Storie come tante «e che a me è già capitato di vivere. Alcuni anni fa mia madre per un’operazione al cervello era andata a Modena».
In questo caso, «è vero che il medico non mi ha fatto un’impegnativa con urgenza, ma è anche vero che forse nessuno pensava che l’attesa potesse arrivare a essere così lunga. Addirittura nell’ordine di anni». A meno che non si tratti di un’emergenza, ma anche lì la sanità sarda annaspa, per visite non urgenti bisogna mettersi in fila. Una lunga fila.
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