La Nuova Sardegna

L’indagine di Altroconsumo

Sanità, i sardi sono i più insoddisfatti d’Italia

Sanità, i sardi sono i più insoddisfatti d’Italia

Il 59% giudica negativamente i servizi offerti dalle Asl, le maggiori criticità riguardano le liste d’attesa. Promossi i medici di base

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Sassari È un quadro preoccupante quello emerso dall’indagine sulla percezione dei cittadini riguardo al Servizio sanitario nazionale (Ssn) svolta da Altroconsumo. Dai risultati emerge che il servizio delle Asl è quello che riceve i giudizi più negativi, con il 48% degli intervistati insoddisfatti. I problemi principali riguardano le interminabili liste d'attesa per visite specialistiche, che registrano l’80% di insoddisfatti con un aumento del 19% rispetto al 2019, e i servizi di assistenza domiciliare, con una percentuale di soddisfatti ferma al 14%. Anche la puntualità degli appuntamenti e i servizi infermieristici ambulatoriali risultano problematici. Per quanto riguarda i Pronto soccorso, il 39% dei cittadini si dichiara insoddisfatto. Le principali criticità sono legate alle lunghe attese prima dell’assistenza e dei risultati degli esami, nonché alle condizioni delle sale d’attesa, che ricevono giudizi negativi significativi, ad esempio, per igiene e comfort. Un dato significativo è che al 64% delle persone che sono state al Pronto soccorso negli ultimi due anni è stato assegnato un codice bianco o verde (si trattava quindi di non urgenze o piccole urgenze): sintomo di un’assistenza territoriale inadeguata che contribuisce a intasare i Pronto Soccorso. I medici di base rimangono il presidio più apprezzato, con solo il 15% di insoddisfatti e il 55% di soddisfatti. Tuttavia, il giudizio positivo cala per la prima volta di 3 punti rispetto al 2019: solo il 39% ottiene un incontro nello stesso giorno o in quello successivo, rispetto al 65% del 2019.

L’indagine svolta dall’Organizzazione mette in luce l’insoddisfazione crescente dei cittadini a causa delle gravi criticità del sistema sanitario; abbiamo una sanità pubblica preziosa ma in crisi per diversi fattori. Tra questi, il definanziamento cronico, che pone il Paese al di sotto della media europea per spesa sanitaria pro-capite, la carenza di personale medico e infermieristico aggravata da condizioni di lavoro difficili e retribuzioni poco competitive, e una programmazione insufficiente. E queste criticità ricadono pesantemente sui cittadini.

Inoltre le disparità territoriali particolarmente marcate contribuiscono ad aggravare il quadro, con le regioni del Sud maggiormente penalizzate. La Sardegna (41/100), l’Abruzzo (44/100) e la Basilicata (45/1000) registrano i livelli più bassi di soddisfazione rispetto ai servizi forniti dalle Asl, mentre Emilia-Romagna (61/100), Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia (60/100), Veneto (58/100) e Toscana (57/100) mostrano i risultati migliori, pur rimanendo solo intorno alla sufficienza. L’indagine, condotta tra giugno e luglio 2024 intervistando 6.622 cittadini tra i 25 e gli 84 anni, mostra come la soddisfazione per i servizi forniti dalle Asl sia in netto calo rispetto agli anni precedenti, quella per i servizi di Pronto Soccorso stabile, su livelli comunque insoddisfacenti, mentre anche i medici di base, storicamente apprezzati, stanno mostrando segnali di cedimento.

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