Choc nel Sassarese, si intrufola in una casa e tenta di strozzare una 20enne: cosa è successo
A mettere in fuga l’uomo sono state le grida di aiuto della sorella
Sassari «Mi ha sbattuta contro il muro, mi ha messo le mani al collo e ha iniziato a strangolarmi. Per alcuni istanti non riuscivo nemmeno a respirare, ero completamente immobilizzata. Poi l’arrivo di mia sorella lo ha messo in fuga e mi sono salvata».
È il racconto drammatico, consegnato ai carabinieri, di una 20enne di Osilo, che qualche giorno fa si è ritrovata faccia a faccia con un uomo, all’interno del bagno della casa di famiglia, nel centro del paese a pochi chilometri da Sassari, prima del provvidenziale rientro del padre. L’aggressione si è consumata in pieno giorno, nel pomeriggio di giovedì 23 aprile. Il giorno successivo la giovane si è presentata in caserma per formalizzare una denuncia dettagliata di quanto accaduto. Erano circa le 17.30 quando, all’interno dell’abitazione, si trovavano la 20enne, la sorellina di 11 anni, la nonna e la badante. Secondo quanto riportato nel verbale, sarebbe stata proprio la bambina ad aprire la porta all’uomo, convinta si trattasse del marito della collaboratrice domestica che assiste l’anziana.
Davanti a lei, invece, si sarebbe presentato un individuo che avrebbe chiesto dei genitori, venendo a sapere che non erano in casa. Nonostante ciò, sempre secondo la ricostruzione della vittima, avrebbe deciso di entrare comunque nell’abitazione.
Da quel momento la situazione sarebbe precipitata. L’uomo avrebbe iniziato a muoversi tra le stanze, fino a raggiungere il bagno al secondo piano, dove la 20enne si trovava mentre si asciugava i capelli. «Mi ha chiesto “tu chi sei?”, nonostante mi conoscesse bene», ha raccontato la giovane ai militari. La risposta della ragazza non avrebbe in alcun modo fermato l’aggressione. Anzi, secondo quanto riferito ai carabinieri, l’uomo le avrebbe improvvisamente stretto una mano attorno al collo, sbattendola con violenza contro il muro e iniziando a stringere la presa fino a impedirle di respirare.
Per alcuni interminabili istanti la giovane sarebbe rimasta completamente immobilizzata, mentre nella stanza accanto la sorellina assisteva alla scena. Le urla della bambina - «Guarda che chiamo babbo» - avrebbero indotto l’aggressore ad allentare la presa e interrompere lo strangolamento. Ma la tensione non si sarebbe fermata lì. Sempre secondo la denuncia, l’uomo avrebbe poi rivolto un atteggiamento minaccioso anche verso la minore, portando la mano verso la tasca posteriore come se stesse per estrarre qualcosa, senza però farlo. È in quel frangente che la 20enne avrebbe reagito d’istinto, lanciando l’asciugacapelli e colpendo l’uomo con forza alla testa.
L’aggressore sarebbe caduto a terra e le due sorelle sarebbero riuscite a fuggire al piano inferiore. Raggiunta la cucina dove si trovavano la nonna e la badante, sarebbero poi uscite sul terrazzo e chiesto aiuto a gran voce, mentre in quegli stessi istanti stava rientrando il padre, che si sarebbe trovato davanti alla concitazione delle figlie in fuga. L’aggressore, secondo quanto riferito, si sarebbe rialzato e sarebbe riuscito ad allontanarsi dall’abitazione dopo una breve colluttazione con il padre delle ragazze.
La denuncia formalizzata ai carabinieri ipotizza i reati di lesioni personali e violazione di domicilio, aggravati dalla presenza di una minore all’interno della casa. Sul piano investigativo sono in corso accertamenti da parte dei militari per chiarire con precisione la dinamica dei fatti e la posizione dell’uomo indicato nella denuncia, già noto in paese e alle forze dell’ordine. Nel frattempo la comunità di Osilo resta profondamente scossa.
«Le mie figlie sono sotto choc – racconta la madre – in un paese tranquillo come il nostro non è normale avere paura di uscire di casa o di vivere con questa angoscia tra le mura domestiche, sapendo che quell’uomo è ancora in giro».
