«Vota mia cugina»: truffati sindaci e deputati. Ecco che cosa è successo
Il messaggio inviato a decine di rappresentanti delle istituzioni, violati i dati sensibili
Sassari «Ero in riunione, non credevo fosse una trappola e sono stato truffato pure io. Dopo aver cliccato il link ho votato la ballerina e dal mio telefono sono partiti i messaggi inviati automaticamente a tutta la mia rubrica telefonica dove ho circa 5mila contatti. Non so come sia stato possibile, dopo qualche ora sono stato bloccato da Whatsapp. Un vero disastro».
Il sindaco di Giba, Andrea Pisanu, che di professione fa l’avvocato, è fra le vittime della truffa della ballerina che sta viaggiando di smartphone in smartphone con l’immagine di una tenerissima bambina in tutù che balla e che ha indotto tutti (o quasi) ad agire spontaneamente senza neanche pensarci. Che carina la cugina del mio amico, avranno pensato.
Sindaci, deputati, compreso Salvatore Sasso Deidda di Fdi, consiglieri comunali sono finiti così nel vortice degli hacker che in questi giorni stanno raggirando mezza Italia: un messaggio inviato sul telefonino ruba contatti e dati sensibili o bancari mandando in tilt anche Whatsapp.
«Sono stato tratto in inganno – spiega Pisanu – perché avevo già ricevuto messaggi simili da parte di altri colleghi. Il sindaco di Carbonia, Pietro Morittu, mi aveva appena inviato un messaggio in cui mi chiedeva di votare l’evento nazionale sull’innovazione fuori dai luoghi comuni. C’era una scritta “Vota Carbonia” e bisognava cliccare il link. Successivamente anche un altro sindaco mi ha mandato un’altra richiesta per votare il suo paese che partecipa al concorso “Il borgo dei borghi”. Fino al messaggio “vota mia cugina” che mi è arrivato dal sindaco di Fordongianus. E chi avrebbe pensato potesse trattarsi di una truffa? Ho votato, in buona fede».
Il messaggio sarebbe partito dal telefono di Serafino Pischedda: da Fordongianus, nell’Oristanese, la truffa ha fatto il giro della Sardegna: «Non so spiegarmelo, non ho votato. Eppure il messaggio ha raggiunto tutti i miei contatti e anche il mio telefono è stato hackerato».
«Vittima pure io», ammette il parlamentare Sasso Deidda. Neanche lui avrebbe partecipato al sondaggio.
