Sardegna: -25% di lavoratori entro il 2040, è il dato peggiore in Italia
E’ quanto emerge dal report "Rendere la sfida demografica sostenibile" realizzato dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro
Sassari La Sardegna è la Regione italiana che avrà la maggiore contrazione della popolazione in età lavorativa nei prossimi anni. È quanto emerge dal rapporto "Rendere la sfida demografica sostenibile" della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro La Sardegna, che nel 2024 conta 990 mila residenti tra i 15 e i 64 anni, vedrà questa platea ridursi del 7,8% entro il 2030, scendendo a 913 mila unità. Ma è guardando al 2040 che lo scenario diventa drammatico: la popolazione in età lavorativa è prevista a soli 744 mila individui, con una perdita complessiva del 24,8% rispetto al 2024. Questo dato posiziona la Sardegna come la regione con il maggior decremento percentuale della popolazione 15-64 anni su tutto il territorio nazionale.
L'impatto di questa emorragia demografica sul mercato del lavoro è diretto e preoccupante. Ipotizzando, in uno scenario base prudenziale, che il tasso di occupazione si mantenga costante ai livelli attuali (62,2% a livello nazionale nel 2024), la riduzione della popolazione in età attiva si tradurrebbe direttamente in una significativa perdita di occupati. Per la Sardegna, con un tasso di occupazione 15-64 anni del 57,7% nel 2024, il calo previsto degli occupati sarebbe del 7,8% entro il 2030 (da 571 mila a 527 mila). Questa contrazione, seppur allineata alla flessione demografica nella stessa ipotesi, è tra le più marcate nel Sud Italia. Nel 2040, lo scenario peggiora drasticamente, con una stima di soli 429 mila occupati, un decremento del 24,8% rispetto al 2024.
L'analisi provinciale in Sardegna amplifica l'allarme. Già entro il 2030, province come Sud Sardegna (-9,8%), Nuoro (-9,7%) e Oristano (-9,5%) sono indicate tra quelle che subiranno le riduzioni percentuali di occupati più rilevanti a livello nazionale, ipotizzando tassi costanti. Entro il 2040, la situazione peggiora ovunque, con Sud Sardegna che registra una flessione del -28,3% degli occupati, Nuoro del -28,0%, Oristano del -26,8%, Sassari del -21,5% e Cagliari del -22,3%. Di fronte a questo scenario, l'unica via per cercare di mitigare l'impatto della riduzione demografica sull'occupazione è un massiccio incremento dei tassi di partecipazione e occupazione.
A livello nazionale, per mantenere gli attuali livelli occupazionali, il tasso di occupazione dovrebbe salire al 64,2% nel 2030 e al 71,9% nel 2040. Per la Sardegna, che parte da un tasso più basso rispetto alla media nazionale ed europea, lo sforzo necessario sarebbe notevole: dal 57,7% del 2024 dovrebbe arrivare al 62,4% nel 2030 e addirittura al 75,5% nel 2040 per mantenere lo stesso numero di occupati. Questo tasso obiettivo per il 2040 è superiore persino all'attuale media europea (70,8% nel 2024) e si avvicina ai valori attuali dei Paesi più performanti come i Paesi Bassi (82,3% nel 2024).