L’agguato fuori dal bar, nove colpi di pistola, uno alla tempia: così fu ucciso Marongiu
Sandro Arzu e altre quattro persone sono state fermate per quell’omicidio
Arzana Sandro Arzu e quattro persone sono state fermate con l’accusa dell’omicidio di Vincenzo Beniamino Marongiu, avvenuto nel luglio del 2024.
Vincenzo Beniamino Marongiu era stato ucciso con nove colpi di pistola in piazza Roma, ad Arzana, in Ogliastra, nel luglio del 2024. Una esecuzione per il pregiudicato di 52 anni: il colpo di grazia alla tempia era stato esploso a distanza ravvicinata quando la vittima era già a terra.
I killer, secondo il racconto di alcuni testimoni, avrebbero inseguito Marongiu all’uscita del bar in cui aveva preso un caffè da portare via. Il 52enne aveva tentato di scappare, ma inutilmente. Era stato raggiunto da una raffica di proiettili fino al colpo di grazia, per accertarsi che l’uomo fosse morto.
Marongiu aveva un lungo curriculum criminale alle spalle:
2016-2021 Vincenzo Beniamino Marongiu è indagato nell’inchiesta Dea Madre, con altre 33 persone. L'accusa, a vario titolo, è quella di associazione per delinquere finalizzata all’esportazione di beni appartenenti allo Stato; ricerca archeologica senza concessione, contraffazione di opere d’arte; ricettazione; furto aggravato ed estorsione. i reperti archeologici, recuperati con scavi abusivi nei nuraghi, venivano venduti e spediti in Francia.
Dicembre 2018 Traffico d'armi in Ogliastra. Cinque persone sono destinatarie di altrettante ordinanze restrittive per associazione per delinquere finalizzata alla detenzione e traffico illecito di armi ed esplosivo militare. Tra queste c'è Vincenzo Beniamino Marongiu e la sua è la posizione più grave: è accusato tra l’altro di detenzione di armi da guerra: una pistola mitragliatrice Mp-40 e una mitragliatrice Sten (peraltro non rinvenute durante le indagini). Ma secondo gli inquirenti appartengono a lui anche le 30 mine antiuomo ritrovate nell'ottobre del 2018 nelle campagne di Arzana.
Ottobre 2016 Vincenzo Beniamino Marongiu viene sorpreso, con altri tre, in un casolare abbandonato nel centro di Arzana, in cui c'è un deposito di cannabis. Marongiu, con gli altri, cerca di scappare sui tetti, ma viene arrestato. Nella perquisizione fatta nella sua abitazione vengono sequestrate una pistola Beretta modello 418 con matricola cancellata e un caricatore privo di colpi, e una carabina Weihrauch HW 977 calibro 4,5 1997 Beniamino Marongiu viene condannato per il furto di bombe ed esplosivo militare dal deposito dell’Esercito a Campomela, nel Sassarese, una notevole quantità di mine antiuomo e anticarro.
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