La Nuova Sardegna

La tragedia

Chi era Fabio Tanda, l’uomo morto dopo la puntura di una vespa

di Nadia Cossu
Chi era Fabio Tanda, l’uomo morto dopo la puntura di una vespa

Il 46enne faceva lo skipper e viveva in una casa in campagna

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Usini Conosceva il mare, ne respirava l’aria per lavoro e per passione. Era un amante della natura e degli animali Fabio Tanda, 46 anni, di Sassari, ma usinese d’adozione. Faceva lo skipper di professione e praticava trekking e sport estremi. Abituato ad avere a che fare con il pericolo, con le altezze, con le profondità, istruito per dominare la forza del vento e delle onde. Eppure, a tradire Fabio è stato un piccolo insetto, una vespa che lo ha punto e ucciso. Era allergico.

La comunità di Usini è sotto choc per la tragedia accaduta ieri intorno alle 16.30 nella periferia del paese (località Isprandia). Il 46enne aveva scelto la quiete della campagna per trascorrere le sue giornate insieme a un bellissimo cane, compagno di mille avventure. Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, pare che lo skipper stesse facendo una passeggiata intorno alla sua abitazione. Improvvisamente si è reso conto di esser stato punto da una vespa. Era uno dei suoi timori più grandi, perché sapeva di essere allergico e due anni fa aveva rischiato di morire per la stessa ragione.

Per questo portava sempre con sé il farmaco salvavita, l’adrenalina. Ce l’aveva anche ieri pomeriggio ma non ha fatto in tempo a iniettarselo, il veleno ha agito istantaneamente e non gli ha lasciato scampo. Fabio ha persino provato a raggiungere la casa dei vicini per chiedere aiuto ma non è riuscito a fare nemmeno quello. È successo tutto troppo velocemente: il suo corpo si è gonfiato, il respiro ha iniziato a farsi sempre più corto finché non è stramazzato a terra.

E così lo hanno trovato alcune persone che abitano nelle vicinanze e che hanno immediatamente chiamato i soccorsi. Sul posto sono arrivate due ambulanze del 118 e i carabinieri della stazione di Usini, al comando del maresciallo Matteo Secchi. Gli operatori della medicalizzata non hanno potuto fare nulla per salvare il 46enne, lo choc anafilattico è stato rapido e quando le ambulanze sono arrivate davanti alla sua abitazione, Fabio Tanda era già morto.

Ai carabinieri il drammatico compito di dare la notizia ai familiari. Due sorelle, che vivono a Sassari, hanno raggiunto Usini, distrutte dal dolore.

Hanno perso un fratello giovane, pieno di energia e di voglia di vivere. Uno che amava l’avventura e che girava tutta la Sardegna a caccia di paesaggi mozzafiato e di montagne da scalare. Luoghi suggestivi dove immortalare con la sua macchina fotografica il mare, il cielo, la macchia mediterranea. Spesso accompagnato dal suo cagnone color miele, un labrador che – addestrato per diventare cane da salvataggio – portava con sé in tutte le spiagge dell’isola.

Ultimamente lavorava all’Isola Rossa, apprezzato e stimato per la dedizione e lo spirito con il quale affrontava la sua mansione di skipper. “Quando sorridi sei la versione migliore di te” scriveva nella didascalia di una foto pubblicata di recente su instagram: aveva gli occhi felici davanti a un mare azzurro.

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