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L’estate 2025

Stagione flop o boom: la Gallura adesso fa fatica

Stagione flop o boom: la Gallura adesso fa fatica

Tra gli stabilimenti: «Gli italiani adesso spendono meno»

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Olbia Tutto dipende da dove vai. Nei litorali più chic, è chiaro che una postazione davanti al mare non sia proprio per tutte le tasche. Così, in Gallura, la differenza tra una spiaggia e l’altra può anche superare i 40 euro. Si parla sempre di una postazione. E quindi di due lettini e di un ombrellone. Prezzi a parte, l’estate gallurese non sembra essere particolarmente in forma. Se il mese di giugno ha fatto registrare numeri record, quello di luglio ha lasciato l’amaro in bocca a molti balneari. Poi è arrivato agosto, anche questo meno redditizio di quanto ci si aspettava.

Un esempio arriva da Marinella – una delle spiagge più celebri della Gallura – e a parlarne è Francesco Gambella del Sunset Beach. «Qui una postazione costa 50 euro – dice Gambella, che è anche referente regionale del sindacato dei balneari Itb –. Adesso, perché a inizio stagione si parte con 20 euro. Ma sia chiaro: noi non aumentiamo i prezzi da sei anni. Comunque sì, quest’anno abbiamo avuto non poche difficoltà. E non è certo per il costo degli ombrelloni, visto che, ripeto, è lo stesso da tempo. Il problema è che gli stipendi degli italiani hanno perso potere d’acquisto. Noi non vendiamo beni primari ma un extra. Ed è qui che sta cadendo il castello, il segnale è chiaro. Stesso discorso per altri settori sempre legati al turismo: si lavora meno. Il problema del caro ombrellone non esiste: gli italiani, con i loro stipendi, devono farci rientrare tutta una vacanza che parte già complicata per via del caro trasporti. Chi viene qui, dunque, si trova costretto a risparmiare anche sulla semplice granita».

Un discorso simile lo fa Floriano Moro di Smeralda Beach. La sua base è la spiaggia di Liscia Ruja, in piena Costa Smeralda, e ad agosto una postazione costa tra i 50 e i 60 euro. «A dir la verità vorremmo aumentare i prezzi, ma il problema è che la gente non spende più come prima – spiega Moro –. Purtroppo tutto sta diventando meno sostenibile. La stagione è molto corta: qui il grosso delle presenze si concentra in un mese o in un mese e mezzo, mentre il personale lo paghiamo da maggio a settembre. Per questo vorremmo alzare i prezzi».

Anche a Liscia Ruja si registra un calo non solo degli incassi ma anche dei bagnanti. Eppure gli arrivi al porto e in aeroporto sono in aumento. «Ed è una cosa che mi chiedo anche io. La gente arriva, ma dove va? Sicuramente non più qui» conclude Moro. Discorso diverso nella spiaggia dello Squalo, nella frazione olbiese di Pittulongu. Allo stabilimento Sa Joga una postazione si paga molto meno: 30 euro quella sull’erba e 18 quella sulla sabbia. «Sì, applico prezzi popolari – dice il gestore Luca Bagnoli –, ma io lavoro prevalentemente con la popolazione locale, che viene qui anche a settembre e ottobre. Punto a lavorare bene tutto l’anno e quindi devo applicare il prezzo più giusto. Lavoro di più, ma alla fine il guadagno è uguale a quello di chi opera pochi mesi ma con prezzi più alti». (d.b.)

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