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L’operazione

Porto Cervo, il blitz al Chrysalis Bay: turisti in stanze accatastate come magazzini

di Marco Bittau
Porto Cervo, il blitz al Chrysalis Bay: turisti in stanze accatastate come magazzini

Dal 2018 al 2024 l’attività in nero ha fruttato 12,5 milioni

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Porto Cervo Sulle piattaforme Booking.com o Tripadvisor il Chrysalis bay è piazzato sul mercato delle vacanze come residence che offre appartamenti affacciati sul mare del Piccolo Pevero, a cinque minuti da Porto Cervo. Per la guardia di finanza, invece, si tratta di un condominio in multiproprietà trasformato in vero e proprio residence abusivo con decine di ospiti alloggiati in stanze accatastate come magazzini e vuoti sanitari. Secondo quanto accertato dalle fiamme gialle, dal 2018 al 2024 l’attività commerciale del residence, svolta completamente in nero, avrebbe fruttato circa 12,5 milioni di euro non dichiarati al fisco, con una evasione di imposta pari a circa quattro milioni di euro. Le indagini sono coordinate dal procuratore di Tempio, Gregorio Capasso, che con un voluminoso fascicolo procede per evasione fiscale ma anche per abusi edilizi e violazioni alle norme urbanistiche, catastali e paesaggistiche.

Sul campo la guardia di finanza – il comando provinciale di Sassari guidato dal colonnello Marco Sebastiani e il gruppo di Olbia al comando del capitano Carlo Lazzari – che per lungo tempo ha ispezionato la struttura e acquisito testimonianze dirette dai clienti ospiti del Chrysalis bay, infine ha approfondito gli aspetti fiscali riguardanti lo svolgimento abusivo dell’attività alberghiera. I reati tributari contestati all’amministratore del condominio al momento sono al vaglio del procuratore di Tempio.

Nel corso delle ispezioni, i finanzieri hanno identificato decine di turisti ospitati in locali affittati ad uso abitativo pur essendo accatastati come magazzini, quindi senza i necessari requisiti sanitari e di abitabilità. In molti casi, inoltre, gli stessi finanzieri hanno riscontrato un sovraffollamento degli spazi adibiti a camere da letto con un numero di persone alloggiate decisamente superiore a quello consentito. In pratica, persone ospitate in vani abusivi, senza luce naturale e areazione insufficiente. Turismo da incubo, insomma.

Le successive indagini hanno permesso anche di decifrare il “modello Chrysalis bay”. Secondo la guardia finanza, il condominio rappresentava una specie di schermo protettivo dietro cui nascondere una forma di “associazione commerciale” finalizzata alle locazioni turistiche. In altre parole, i locali condominiali erano gestiti come un vero e proprio residence con tanto di direttore, un ufficio reception e personale addetto ai servizi centralizzati di pulizia e lavanderia. Un sistema piuttosto ingegnoso che però, probabilmente, non ha fatto i conti con l’insoddisfazione di molti ospiti (nelle piattaforme Booking.com e Tripadvisor non mancano i commenti negativi sulla struttura). Da lì ai controlli della guardia di finanza e all’inchiesta avviata dalla Procura di Tempio il passo è stato breve.

«L’operazione – spiega la guardia di finanza – è l’esempio di come il corpo adotti un approccio del tutto trasversale ai vari fenomeni fraudolenti, ponendo l’accento non solo sul recupero del gettito tributario, ma anche sulla diffusione dell’abusivismo nel sistema economico, a tutela delle imprese che operano nella piena e completa osservanza della legge e le sui prospettive di sviluppo sul mercato sono seriamente compromesse da chi invece svolge attività in nero».

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