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Il commento

Federalberghi: «Serve legalità nel comparto extralberghiero, stesso mercato stesse regole»

Federalberghi: «Serve legalità nel comparto extralberghiero, stesso mercato stesse regole»

Il presidente regionale Paolo Manca: «La quantità di posti letto emersa con l’introduzione del Cin dimostra quanto nero ci fosse»

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Sassari Il caso del residence Chrysalis Bay di Porto Cervo, chiuso ieri per abusivismo edilizio ed evasione fiscale, riaccende i riflettori su un tema che Federalberghi Sardegna porta avanti da tempo: la necessità di regolamentare con rigore il comparto extralberghiero. Un’esigenza, secondo il presidente dell’associazione Paolo Manca, che non nasce oggi, ma che era stata già prevista con l’introduzione del Cin (Codice identificativo nazionale) per le strutture ricettive. «Con il Cin avevamo già detto che sarebbero emerse situazioni borderline. Non si tratta di dire “lo sapevamo”, ma è evidente che la mancanza di regole e controlli in un settore cresciuto troppo in fretta porta inevitabilmente all’emersione di casi di dubbia regolarità da diversi punti di vista» ha dichiarato Manca. La posizione di Federalberghi è chiara: non si tratta di attaccare il comparto extralberghiero in quanto tale, ma di richiamare l’attenzione sulle distorsioni che un sistema troppo permissivo può generare. «Non vogliamo sparare sui colleghi dell’extralberghiero, ma serve una regolamentazione uguale per tutti» precisa Manca. Una delle osservazioni più di Manca riguarda l’emersione del sommerso: «La quantità di posti letto emersa con l’introduzione del Cin dimostra quanto nero ci fosse. Non è una questione solo di grandi strutture – continua il presidente di Federalberghi -: se prendessimo venti piccoli appartamenti che esercitano in nero e analizzassimo i flussi degli ultimi anni, potremmo scoprire un’evasione complessiva anche superiore a quella del caso specifico». Da qui l’appello all’equità fiscale e alla legalità: «Chi lavora nello stesso mercato deve rispettare le stesse regole. Altrimenti si rischia di mettere a dura prova il sacrificio di chi segue le normative per offrire un servizio serio e trasparente». E avverte: attenzione a non creare allarmismi. «In tutto questo bisogna essere cauti: non vogliamo che passi l’idea di una Sardegna dove il cliente rischia di finire in un residence abusivo. Il messaggio positivo è che oggi, grazie alla tracciabilità, chi è in regola viene tutelato e protegge l’immagine della destinazione». Il presidente sottolinea come siano le stesse piattaforme online ad aver facilitato la commercializzazione di prodotti recettivi, che in alcuni casi, sono di dubbia regolarità: «Se non c’è una reale corrispondenza tra ciò che si viene messo in vendita e ciò che il cliente trova, si crea un danno a tutto il comparto». Manca conclude con un invito alla prudenza nei giudizi: «Aspettiamo di capire fino in fondo la portata di questi casi. Ma una cosa è certa: bisogna tendere alla legalità, perché solo così si protegge il consumatore e si garantisce un mercato sano per tutti». (fr.z.)

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