Costa Smeralda terra di centenari: Arzachena diventa blue zone
Gli studiosi di Harvard in Gallura. Al regista Pupi Avati il Longevity award
Porto Cervo La Costa Smeralda terra di centenari. Se il Comune di riferimento di un esempio di lusso e sostenibilità ambientale nato e costruito negli anni ‘60 diventa Blue Zone, luogo eletto per la longevità, un ruolo decisivo lo ha avuto, e continua ad averlo, il modello turistico diventato sinonimo di eccellenza, destinazione rinomata in tutto il mondo. Il Longevity Fest di Porto Cervo ha annunciato l’ingresso di Arzachena tra le Blue Zone della Sardegna, insieme a diversi comuni di Ogliastra e Barbagia, all’interno del ristretto novero dei luoghi nel mondo che hanno un’alta percentuale di centenari, come Okinawa in Giappone, la penisola di Nicoya in Costa Rica, Ikaria in Grecia e la comunità degli avventisti di Loma Linda in California, Usa. Ma se molte di queste ultime Blue Zone si stanno di fatto lentamente estinguendo, la Sardegna è ormai non più solo un caso di studio, ma un modello di longevità a livello internazionale. Questo, e molto altro, è emerso durante la tre giorni di festival in scena in Costa Smeralda. Se n’è parlato anche ieri durante l’incontro conclusivo dal titolo “Harvard meets Porto Cervo”, moderato dalla giornalista Barbara Carfagna, con la partecipazione di studiosi di livello internazionale come Frank Hu, Giovanni Scapagnini e Immaculata De Vivo. A chiudere la serata la consegna del Longevity Award al regista Pupi Avati.
Il ruolo di Arzachena «Lo studio sulle peculiarità della Blue Zone ad Arzachena è ancora in corso, ma posso dire che non dobbiamo dimenticare che la popolazione di Arzachena fino agli anni ‘50 era di matrice tipicamente agropastorale – spiega Gianni Pes, padre delle Blue Zone, medico e ricercatore dell’Università di Sassari –. Con l’avvento del turismo balneare elitario c’è stato sicuramente un miglioramento economico che, per tappe successive, ha influito sulla qualità della salute della popolazione e, quindi, indirettamente anche sulla longevità». Un concetto ribadito da Mario Ferraro, Ceo di Smeralda Holding, il quale ha sottolineato come «si rafforza il ruolo della Costa Smeralda non solo come destinazione turistica d’eccellenza, ma anche come polo di innovazione e laboratorio naturale nel campo del turismo del benessere. Il Longevity Fest è un’occasione unica per mettere in dialogo esperti di fama internazionale, comunità locali e cultura del territorio».
Così la nuova terra della longevità trova nel turismo e nella qualità della vita una nuova declinazione, che anche la scienza ha cominciato a sposare, con un valore sempre più marcato alla qualità della vita e alle relazioni sociali, oltre che alla genetica e l’alimentazione. Un modello che guarda a come una persona vive nel corso della sua esistenza, per capire le ragioni di questo mistero dei centenari che rende la Sardegna unica nel suo genere. Pes è colui che ha inventato il concetto di Blue Zone, così universalmente conosciute in memoria del pennarello color blu che usava per cerchiare le zone dell’isola dove ci fosse un’alta concentrazione di centenari. Tra queste oggi c’è anche Arzachena. «Dopo aver indagato il numero di neonati che sono nati tra il 1900 e il 1924 e che sono diventati centenari, abbiamo individuato con certezza 26 centenari e rapportandolo al numero dei nati si raggiunge un valore che è del 30 per cento più alto rispetto alla media nazionale e solo del 20 per cento più alto di quello ogliastrino – spiega Pes –. Parliamo di un livello di longevità che si situa assolutamente dentro l’intervallo che caratterizza la Zona Blu sarda e che naturalmente richiede un ulteriore approfondimento. Dei sette Comuni situati in Barbagia e Ogliastra facenti parte della Zona Blu, gli indici di longevità oscillano e Arzachena al momento presenta una frequenza di centenari di uno su 96 nati, ad Arzana è uno su 64 e a Villagrande uno su 61. Ma Arzachena ha valori superiori a Talana e Baunei».
Il premio Il protagonista assoluto della serata finale è stato il regista Pupi Avati, 86 anni, premiato dal presidente del Consorzio Costa Smeralda, Renzo Persico, con il Longevity Award 2025. Avati ha raccontato aneddoti della sua vita artistica, in ragione di quella longevità creativa che lo ha portato a realizzare oltre 50 film in quasi 60 anni di carriera. «Non mi ritenevo così longevo anche se di anni ne ho vissuti e con oltre 50 film il tempo non l’ho sprecato, sono riconoscente per chi ha voluto assegnarmi questo premio e ha dimostrato attenzione nei riguardi di quello che ho fatto» ha sottolineato Avati davanti all’assessore regionale al Turismo, Franco Cuccureddu.
Il segreto della longevità artistica? «Io credo che sia questa necessità di raccontare e raccontarsi, che mi deriva dalla cultura contadina – ha spiegato Pupi Avati –. Una cultura nella quale sono cresciuto da bambino e in cui il raccontare era fondamentale, non esistevano altri strumenti come la radio, la televisione o il cinema. C’era solo la campagna, le notti, le favole contadine, la chiesa e ci siamo abituati ad immaginare tutto quello che non avevamo. Questo è stato un grande vantaggio e una scuola di vita». La Costa Smeralda è entrata ufficialmente nelle terre dei longevi, con il turismo che rappresenta una delle chiavi di una vita lunga. Qualcosa che per Avati ha a che fare con la gioia e il divertimento. «Penso che nei riguardi di certe patologie la felicità sia terapeutica, io ho patito due infarti e in momenti in cui ero profondamente addolorato, addirittura disperato, quando sei così il fisico è come se si arrendesse. La positività, la felicità e la serenità aiutano a prevenire le malattie».
