Iva Zanicchi: «Mio marito, le vacanze, la gente: amo l’isola dai banchi di scuola»
La cantante si racconta tra musica, vita privata e il rapporto con la Gallura: «Fu Walter Chiari a farmi scoprire Marana: ormai per i miei nipoti è casa»
Il marito, la casa al mare, le vacanze con i nipoti, i concerti, gli amici. La Sardegna da sempre fa da sfondo alla vita di Iva Zanicchi, che questo sabato sarà nell’isola, a Portoscuso, super ospite della Fiera del Sud Ovest. Un legame, quello della cantante emiliana con l’isola, che ha radici ancora più profonde, che rimanda ai banchi di scuola, quando la futura regina della musica e della televisione era solo una bambina.
Iva, ricorda la sua prima volta nell’isola?
«Si perde nella notte dei tempi (ride, ndr). La primissima volta venni per uno spettacolo in provincia di Sassari, era un Carnevale. Lo ricordo perché arrivai in aereo, ero terrorizzata. Quando iniziammo a sorvolare la Sardegna rimasi incantata dal colore del mare. Che meraviglia, me ne sono subito innamorata. Ma sa, era destino...».
Perché?
«Le racconto una cosa. Quando ero in quinta elementare avevo un maestro straordinario che ci faceva studiare giocando. Per imparare le regioni ne affidò una a ognuno di noi e sa quale capitò a me? La Sardegna. La conoscevo tutta: le province, i monti, i fiumi. Come le ho detto, era segno del destino».
E così ha deciso di prendere casa, a Marana, tra Golfo Aranci e Olbia.
«Fu Walter Chiari a portarmi. Ai tempi lavoravo con lui a teatro, era un genio. Mi disse: “sai Iva, stanno costruendo un villaggio in Sardegna: vieni a vederlo”. A me non interessava, avevo la figlia piccola. Ma partii lo stesso: io, Walter e la cognata, la moglie del fratello. Arrivati a Golfo Aranci, prendemmo un’auto e sulla strada ci fermammo su quella piazzola in cui ormai si fermano tutti. Era il paradiso, in tutta la baia c’erano l’Abi d’Oru, quella villa a forma di triangolo e poco altro. Arrivammo al villaggio in costruzione, l’ingegnere mi disse due cose e non ci pensai due volte. Da allora sono pazzamente innamorata di quel luogo che i miei nipoti amano in modo folle. Si sentono a casa».
Ma la Sardegna è entrata nella sua vita anche per amore. Il suo compagno, Fausto Pinna, scomparso un anno fa, era sardo.
«Sardissimo. Era nato a Carbonia e si era trasferito da piccolino a Varese, ma come tutti sardi che lasciano l’isola aveva un amore talmente grande per la Sardegna che tutti noi lo prendevamo in giro. Per lui tutto era nato in Sardegna e questa cosa un po’ l’ha attaccata anche a me. Purtroppo non ho potuto esaudire il suo ultimo desiderio. Mi aveva detto: quando starò male, fai finta di nulla, prendi la nave e buttami in mare, perché voglio essere mangiato dai pesci».
A lei cosa piace della Sardegna?
«Mi trovo bene con le persone quando esco, quando vado a Olbia a fare la spesa. Sa, noi emiliani siamo un po’ esagerati nel trasporto. Voi sardi siete più riservati, a me piace questo ritegno».
A proposito di incontri, per anni è stato suo vicino di casa Silvio Berlusconi: andava mai alla Certosa?
«Più che per lui per la mamma, la signora Rosa. Gli altri uscivano e lei restava in casa. Mi chiamavano: “signora Zanicchi, può venire a fare compagnia alla signora Rosa?”. Andavo in questa villa magnifica che lui aveva trasformato in un una reggia. Questa scala che scendeva giù fino al mare, piante grasse fatte arrivare da ogni parte del mondo. Silvio aveva un grande rispetto per la Sardegna, la amava tanto: poteva scegliere il mondo e ha scelto di venire qua. Solo un emiro o dei miliardari russi potranno acquistare quella villa...».
A proposito di Russia, qualche mese fa ha cantato a San Pietroburgo. Una trasferta che ha suscitato più di una polemica.
«Io sono molto amica di Al Bano. Mi chiama: “Iva, mi piacerebbe fare uno spettacolo con te”. E io: “con te ovunque”. Quell’ovunque era San Pietroburgo. Ovviamente sono andata ben consapevole che c’è una guerra, che la Russia ha attaccato l’Ucraina, ma io credo abbia ragione Al Bano: la musica non divide ma unisce, noi portiamo la pace. E ha avuto ragione. In quella piazza c’erano 400mila persone: una cosa mai vista. Non ho parlato di nulla, ho solo cantato. E quando è stato il turno di “La riva bianca, la riva nera”, una canzone che parla di guerra, il pubblico è rimasto in silenzio, come se stesse capendo le mie parole».
Ha amici nel mondo dello spettacolo?
«Amicizie vere e proprie no, il nostro è un mondo molto strano, in cui ognuno fa il proprio lavoro. Mi sento, non spessissimo ma abbastanza frequentemente, con Ornella Vanoni, che è di una simpatia unica: nonostante l’età ha una enorme freschezza e vitalità. E poi sono amica di Al Bano, Bobby Solo. C’è rispetto e stima quasi con tutti, ma l’amicizia è un’altra cosa, va coltivata».
Che ricordo ha di Marisa Sannia?
«Abbiamo fatto insieme almeno un paio di Canzonissime. Era raffinatissima. Aveva un viso bellissimo, cantava con tanta grazia. A Sanremo presentò “Casa bianca” con Ornella, ma alla fine risultò vincente lei. Battere la Vanoni nelle vendite non è cosa da tutti ma lei ci riuscì. Ricordo che una volta le dissi: “Marisa, devi trasferirti a Roma o Milano per stare vicina alla televisione, alle case discografiche”. E lei: “ma io non posso vivere lontano dalla Sardegna”. Anche lei aveva un amore viscerale per la sua terra. Come tutti i sardi».
La parola ritiro fa parte del suo vocabolario?
«Il nostro è un lavoro particolare in cui è difficilissimo poter decidere. Mi diverto, canto, ora racconto anche le barzellette, il pubblico si diverte. Sono consapevole che arriverà quel momento il più lontano possibile, ma per ora vado avanti».
