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Processo Becciu, colpo di scena: il Promotore di giustizia si astiene e fa un passo indietro

di Paolo Ardovino
Processo Becciu, colpo di scena: il Promotore di giustizia si astiene e fa un passo indietro

Davanti alla Corte di Cassazione vaticana Diddi si sfila dopo la bufera delle chat whatsapp. Iai: «Decisione eclatante che avrà conseguenze anche sul processo di Sassari»

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Sassari Svolta importante e che potrebbe rivelarsi decisiva nel processo cosiddetto “Sloane Avenue” sulle presunti frodi alla Santa Sede che vede coinvolto il cardinale sardo Angelo Becciu. La Corte di Cassazione dello Stato della Città del Vaticano ha dichiarato «inammissibile» il ricorso in appello presentato dal Promotore di giustizia Alessandro Diddi, ma l’aspetto più eclatante è stata la dichiarazione di astensione dello stesso Diddi. La ricusazione è stata quindi superata, resta in piedi l'appello delle difese che potrebbe portare a una sentenza più favorevole per gli imputati. 

La decisione

Il passo indietro del capo dell’accusa arriva dopo che nei mesi scorsi era finito al centro del caso delle chat di whatsapp pubblicate dal quotidiano “Domani”, intercorse tra Diddi, Giovanna Ciferri e Francesca Immacolata Chaouqui. Messaggi che secondo le difese avrebbero avuto lo scopo di condizionare uno dei testimoni-chiave, monsignor Albero Perlasca, nelle sue accuse contro il cardinale Becciu. E su Diddi erano calate le ombre del conflitto di interessi. Il cardinale di Pattada era stato condannato in primo grado dal Tribunale vaticano a 5 anni e 6 mesi di reclusione, multa e interdizione perpetua dai pubblici uffici. A maggio 2025 Becciu si era escluso dal conclave successivo alla morte di Papa Francesco, che ha poi portato all’elezione di Papa Leone XIV. 

La reazione dei difensori di Becciu

«La Corte di Cassazione oggi ha confermato l'inammissibilità dell'appello presentato dal Promotore di Giustizia. Ha altresì preso atto della dichiarazione di astensione di quest'ultimo nell'ambito del procedimento relativo alla sua ricusazione. Accogliamo con soddisfazione la decisione della Corte, che rende ora definitive le assoluzioni per quelle accuse già ritenute infondate dalla sentenza di primo grado», commentano gli avvocati Maria Concetta Marzo e Fabio Viglione, difensori del cardinale Becciu, dopo la decisione della Cassazione vaticana. «Confidiamo che il giudizio di appello possa affermare l'innocenza del Cardinale in modo completo, anche per le residue contestazioni».

L’astensione del Promotore di giustizia apre nuovi scenari anche per un altro procedimento, strettamente legato, che è in corso fuori dalle aule vaticane e dentro quelle del tribunale di Sassari. Le accuse nell’ambito del processo sono di aver stornato i fondi dell’8 x mille, dal 2013 al 2016, dalla diocesi di Ozieri alla cooperativa Spes di cui è presidente Antonino Becciu (fratello del cardinale Angelo), imputato insieme a Corrado Melis, vescovo di Ozieri, e altre sette persone. 

Perché l’astensione e gli sviluppi

«Tutti gli sviluppi che provengono dal tribunale vaticano sono influenti sul nostro processo – sostiene Ivano Iai, avvocato di quattro degli imputati –. Un intervento così eclatante come l'astensione di Diddi ci dà maggiore serenità, ci permette di continuare nel processo sardo con un atteggiamento diverso, dove le possibili ambiguità sono sopite dal fatto che le parti che gestiranno il processo sono oggi affrancate da qualsiasi elemento di incompatibilità. Sapere che la situazione in Vaticano non è più coperta da veli di ambiguità ha importanti conseguenze a livello emotivo».

Sulle motivazioni che possano aver portato Alessandro Diddi alla dichiarazione di astensione, Iai sostiene: «A mio avviso è stata fatta una riflessione da parte del Promotore di Giustizia che potesse probabilmente preservare i rapporti istituzionali e la memoria del papa defunto che lo aveva nominati. Esporsi al possibile rischio di una ricusazione accolta avrebbe potuto determinare anche una sconfessione del vecchio pontefice, mentre un’astensione è un atteggiamento diplomaticamente più severo ed equilibrato per una ricomposizione delle posizioni». 

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