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Il caso

Recupera il resto dalla macchinetta del caffè e viene licenziato, l’azienda condannata a risarcirlo

Recupera il resto dalla macchinetta del caffè e viene licenziato, l’azienda condannata a risarcirlo

La sentenza: il datore di lavoro dovrà corrispondere un indennizzo di 18 mensilità

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Brescia Durante l’intervento di un tecnico aveva recuperato 1,60€ dalla macchinetta del caffè che non gli erano stati restituiti come resto il giorno prima. Per questo motivo l’azienda aveva deciso di licenziarlo. Oggi la sentenza: il provvedimento era sproporzionato e dovrà essere risarcito. 

L’episodio risale al 2024: l’uomo, durante una pausa, aveva deciso di prendere un caffè nella macchinetta aziendale. Il distributore però non gli aveva restituito il resto di 1,60€. Il giorno dopo, all’arrivo del tecnico della macchinetta, aveva prelevato quanto riteneva gli spettasse.

È qui che avviene il fatto: una volta recuperati i soldi era nata una discussione con un collega che lo accusava di aver ritirato la piccola somma di denaro senza il consenso del tecnico e aveva avvisato il responsabile del personale. L'uomo aveva anche restituito l’1,60€. Dopo un paio di settimane il licenziamento «per essersi approfittato della distrazione dell’operatore dei distributori automatici, presenti in azienda, per appropriarsi indebitamente di parte del denaro, sottraendolo dai relativi incassi».

Il lavoratore aveva impugnato il licenziamento, oggi la sentenza del Tribunale di Brescia, che gli ha dato ragione, definendo il provvedimento dell’azienda sproporzionato e condannandola a pagare 18 mensilità di indennizzo. 

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