Dal Liceo Gramsci alla scoperta dell’aeroporto di Olbia – VIDEO
Il viaggio emozionante nello scalo che collega l’isola al mondo: la tecnologia e l’organizzazione dietro il decollo o l’atterraggio di ogni volo
Uno straordinario viaggio dietro le quinte dell’aeroporto Olbia Costa Smeralda principe Karim Aga Khan. Alla scoperta di come e chi fa decollare e atterrare gli aerei, garantisce la sicurezza dei viaggi sospesi tra le nuvole e consente allo scalo del nord Sardegna di far transitare 4 milioni e 100 mila passeggeri in un anno. A varcare le porte dello scalo olbiese nella veste non di semplici visitatori, ma di curiosi esploratori, gli studenti del liceo Gramsci di Olbia (IB, indirizzo biomedico, IC classico tradizionale. 5L linguistico indirizzo Esabac). Ad accompagnarli i professori Antonella Bestazzoni, Pasquale Busio e Romano Verona.
La mattina comincia nell’aula Lodovici con l’accoglienza di Anna Barbieri e Rita Baciu dell’area Risorse Umane di Geasar, prezioso e storico partner del progetto La Nuova@Scuola. Un momento di confronto per capire la storia dell’azienda che gestisce lo scalo olbiese, infrastruttura strategica per il nord Sardegna e porta d’ingresso internazionale dell’isola. Un aeroporto nato dalla visione del principe Karim Aga Khan, che immaginò questo territorio connesso al mondo quando ancora volare era privilegio di pochi. Oggi quello scalo è un nodo vitale, un luogo dove ogni giorno si intrecciano tecnologia, organizzazione, responsabilità, lavoro di squadra, sinergie. Importante la fase di “orientamento”, per spiegare quali figure professionali rendono possibile il funzionamento di una macchina così complessa come l’aeroporto. Un fabbisogno di personale legato alla stagionalità dello scalo e che vede a luglio e agosto una concentrazione enorme di passeggeri di cui Geasar si prende cura. Ed è proprio in quei mesi che i giovani vengono assunti per la stagione. Quattro o sei ore, con ruoli che variano dall’assistenza ai passeggeri ai ristoranti al carico e scarico bagagli. Un’ opportunità di crescita umana e professionale che passa dall’invio del curriculum. Fondamentali le competenze linguistiche ma non sufficienti. Rispetto, collaborazione, gentilezza, lavoro di squadra, puntualità, sono i pilastri del lavoro in Geasar.
«Un progetto coerente con la vision e i valori aziendali – spiega Mario Garau, Routes Development Manager Geasar –. Raccontare l’organizzazione della società di gestione dell’aeroporto e quello che fa per il territorio alle nuove generazioni, che hanno in questo modo l’occasione di interfacciarsi con realtà aziendali importanti e danno anche a noi una grande opportunità: confrontarci con nuove idee e nuovi orizzonti, anche con quelle dei futuri portatori di interessi siano passeggeri o lavoratori. Infatti dalle scuole e dalle università cerchiamo di attingere nuovi talenti». Superato l’impatto con i controlli di sicurezza, il primo step della visita è nell’hangar Atitech, il colosso delle manutenzioni aeree. Un ambiente enorme, dove gli aerei, anche se in parte smontati mantengono la loro maestosità. «Wow!», l’espressione estasiata degli studenti. All’interno i velivoli vengono aperti come corpi delicati e affidati a mani esperte che cercano, controllano, ascoltano. Negli occhi dei ragazzi, lo stupore di scoprire quanta scienza, manualità e responsabilità ci siano nel volo di un aereo. Un passaggio all’Eccelsa aviation, dove decollano e atterrano i jet privati e infine la visita al Cos, il centro di controllo. Nei monitor il piazzale dell’aeroporto moltiplicato in immagini, gli aerei osservati dall’alto, i movimenti che tengono insieme sicurezza, tempi, decisioni. Senza mai dormire. 24 ore su 24. Negli sguardi degli studenti l’espressione di chi ha la sensazione di essere entrato in un luogo che normalmente si attraversa senza sapere davvero cosa accade. E la consapevolezza che dietro ogni decollo e ogni atterraggio c’è una rete silenziosa di persone, competenze e responsabilità.
