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Emergenza

Maltempo in Sardegna, danni oltre i 200 milioni: 112 Comuni coinvolti

Maltempo in Sardegna, danni oltre i 200 milioni: 112 Comuni coinvolti

Videoconferenza tra Regione, protezione civile e sindaci: illustrate le procedure per la segnalazione dei danni

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Cagliari La macchina regionale dell’emergenza è entrata nella fase operativa dopo l’ondata di maltempo che ha colpito la Sardegna tra il 19 e il 21 gennaio. Questa mattina, lunedì 26, l’assessora della difesa dell’ambiente Rosanna Laconi e il direttore generale della protezione civile regionale Mauro Merella hanno incontrato in videoconferenza i sindaci e tutti gli enti coinvolti, per fare il punto sull’emergenza e illustrare le procedure operative per la segnalazione dei danni e l’attivazione delle misure di ripristino.

«La risposta del sistema regionale è stata tempestiva e coordinata – ha sottolineato – ora è fondamentale accompagnare i Comuni con procedure chiare e strumenti efficaci nella fase di ripristino».

Il direttore Merella ha ripercorso le fasi principali dell’emergenza, evidenziando il ruolo dell’attività preventiva e il costante raccordo con i sindaci. «Abbiamo affrontato un rischio prevalentemente costiero e marino – ha spiegato – ma il sistema ha funzionato grazie alla collaborazione tra istituzioni, strutture operative e volontariato». Un ringraziamento è stato rivolto a tutte le componenti del sistema di protezione civile: corpo forestale e di vigilanza ambientale, vigili del fuoco, Forestas, Arpas, Enas, direzione generale dei lavori pubblici, prefetture e dipartimento nazionale di protezione civile.

È stato ricordato che già il 22 gennaio, all’indomani dell’evento, il capo dipartimento nazionale della protezione civile ha effettuato un sopralluogo nell’isola e che, nello stesso giorno, la Giunta regionale ha deliberato lo stato di emergenza regionale con un primo stanziamento di risorse. Il 23 gennaio la presidente Todde ha delegato il direttore generale Merella alla gestione dell’emergenza e ha formalizzato la richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, attesa in giornata.

Dal punto di vista operativo, le prossime fasi sono legate proprio all’eventuale dichiarazione dello stato di emergenza nazionale. Nel frattempo si lavora alla predisposizione del Sistema informativo di protezione civile (Sipc), che consentirà ai Comuni di procedere alla ricognizione dei danni. Le segnalazioni dovranno distinguere in modo puntuale tra soccorso e assistenza alla popolazione, patrimonio pubblico e infrastrutture strategiche, abitazioni private, attività economiche e produttive e beni mobili registrati.

È stato inoltre ribadito che gli interventi di somma urgenza possono essere avviati immediatamente, nel rispetto della normativa, e che troveranno copertura con i fondi dello stato di emergenza regionale già dichiarato o con quelli nazionali in via di definizione.

Nel corso dell’incontro è stato confermato che la Regione ha già stanziato 5,5 milioni di euro e ha affidato alla protezione civile regionale il compito di delimitare l’area colpita e predisporre la relazione tecnico-illustrativa per la quantificazione del fabbisogno finanziario. Sulla base delle segnalazioni finora pervenute da 112 Comuni, dato in continuo aggiornamento, la stima preliminare dei danni supera i 200 milioni di euro. Le priorità riguardano soccorso e assistenza alla popolazione, ripristino dei servizi pubblici e delle infrastrutture strategiche e le prime misure di sostegno al tessuto economico e sociale.

Durante la riunione, Arpa Sardegna ha fornito un inquadramento dell’evento meteorologico, segnalando precipitazioni intense e persistenti sulla Sardegna meridionale e orientale e mareggiate significative lungo le coste sud ed est, in un contesto che ha comunque consentito l’attivazione preventiva delle misure di protezione civile. È stato inoltre comunicato che le perturbazioni in corso, previste anche per oggi e domani, non presentano al momento caratteri di eccezionalità.

Il Centro funzionale decentrato ha illustrato il ruolo del sistema delle dighe, con particolare riferimento alla diga di Nuraghe Arrubiu, la cui gestione coordinata con Enas ha consentito di contenere le portate e ridurre il rischio per le popolazioni a valle.

Dagli interventi dei sindaci sono emerse criticità diffuse su viabilità, infrastrutture, aree produttive, litorali, ambiti ambientali e beni culturali, insieme alla richiesta di semplificazione procedurale e chiarezza sui tempi dei ristori. Merella ha assicurato il massimo supporto tecnico, precisando che le segnalazioni saranno valutate anche per territori non inizialmente classificati in codice rosso, sulla base dei dati raccolti e delle verifiche in corso.

In chiusura, il direttore generale ha ribadito che l’emergenza è solo il primo passaggio di un percorso più lungo: «L’emergenza si gestisce in pochi giorni – ha concluso – ma il ripristino richiederà anni, metodo e collaborazione. Continueremo a lavorare al fianco dei Comuni per accompagnare i territori verso il ritorno alla normalità».

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di Redazione web
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