Caso Epstein, i nuovi file: 3.200 riferimenti a Trump e la malattia venerea di Bill Gates dopo un “incontro con ragazze russe”
Pubblicati oltre tre milioni di pagine con circa duemila video e 180mila immagini sulla rete di abusi del finanziere morto suicida in carcere
Il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha annunciato la pubblicazione di nuovi file su Jeffrey Epstein. Si tratta, ha detto il vice procuratore generale Todd Blanche, di “oltre tre milioni di pagine“, compresi circa duemila video e 180mila immagini, tra cui numeroso materiale pedopornografico.
I file pubblicati
I file, pubblicati sul sito web del dipartimento, includono parte dei diversi milioni di pagine di documenti che, secondo quanto affermato dai funzionari, erano stati inizialmente omessi dalla prima pubblicazione di documenti avvenuta a dicembre. La divulgazione è avvenuta in base all‘Epstein Files Transparency Act, la legge emanata dopo mesi di pressioni pubbliche e politiche che impone al governo di rendere pubblici i documenti relativi al defunto finanziere e alla sua confidente ed ex compagna, Ghislaine Maxwell. Dopo avere mancato la scadenza del 19 dicembre fissata dal Congresso per la pubblicazione di tutti i documenti, il dipartimento di Giustizia ha dichiarato di avere incaricato centinaia di avvocati di esaminare i documenti per determinare quali parti dovessero essere oscurate per proteggere l’identità delle vittime di abusi sessuali. Il numero di documenti soggetti a revisione, ha affermato il dipartimento, è salito a 5,2 milioni, incluse le copie.
Nyt, in file Epstein 3.200 riferimenti a Trump
I nuovi documenti su Jeffrey Epstein pubblicati oggi dal dipartimento di Giustizia sembrano contenere almeno 3.200 riferimenti al presidente Trump. Lo riporta il New York Times, rilevando che al termine dell’esame dei documenti, questo numero potrebbe aumentare. Alcuni dei documenti che menzionano Trump sembrano provenire da segnalazioni giunte agli investigatori in relazione al caso Epstein. Altri sono riferimenti a Trump in articoli di giornale inclusi nei file. Ci sono anche email che semplicemente menzionano Trump. Epstein, ad esempio, discuteva regolarmente di Trump, anche speculando sulle sue possibilità di vittoria alle elezioni presidenziali del 2016. Il presidente Usa ha negato qualsiasi coinvolgimento in attività illecite connesse a Epstein.
Epstein scriveva: «Bill Gates ha preso malattia venerea da ragazze russe»
Secondo quanto riporta il Daily Mail, nei documenti desecretati emerge che Bill Gates avrebbe avuto rapporti sessuali con ragazze russe, contratto una malattia venerea e chiesto degli antibiotici da somministrare di nascosto alla moglie Melinda. Il defunto finanziere pedofilo avrebbe fatto queste affermazioni sul fondatore di Microsoft in alcune email che si era auto inviato il 18 luglio 2013. Il lungo messaggio si scagliava contro Gates per avere interrotto la loro amicizia e affermava: “Per aggiungere la beffa al danno, mi hai implorato di cancellare le email relative alla tua malattia venerea, alla tua richiesta di fornirti antibiotici da dare di nascosto a Melinda e alla descrizione del tuo pene”. In precedenza, nello stesso messaggio, Epstein aveva affermato di essere rimasto “sconvolto oltre ogni immaginazione” dalla decisione di Gates di “ignorare la nostra amicizia sviluppata negli ultimi 6 anni”.
Musk a Epstein: “Quando vengo sulla tua isola?”
Elon Musk inviò un’email a Jeffrey Epstein alla fine del 2013 per coordinare un viaggio sull’isola caraibica del finanziere. Secondo gli ultimi file pubblicati, Musk aveva precedentemente affermato di aver rifiutato i tentativi di Epstein di convincerlo a visitare una delle due isole di sua proprietà – Great St. James e Little St. James – nelle Isole Vergini americane. Little St. James era un epicentro degli abusi sessuali su ragazze e giovani donne perpetrati da Epstein per decenni. Il 13 dicembre 2013, riporta la Cnn, Musk scrisse a Epstein: “Sarò nella zona delle Isole Vergini britanniche/St. Barth durante le vacanze. C’è un buon momento per venire a trovarti?”. Epstein rispose due giorni dopo, dicendo che l’inizio del nuovo anno sarebbe stato un buon momento, aggiungendo: “c’è sempre posto per te”. Il giorno di Natale, Epstein scrisse in un’altra email: “Il 2 o il 3 sarebbero perfetti. Verrò a prenderti”. Musk inizialmente rispose che sarebbe dovuto tornare a Los Angeles la sera del 2 gennaio, per poi dire di poter posticipare la partenza di un giorno. “Quando dovremmo andare sulla tua isola il 2?”, chiese Musk a Epstein. Non è chiaro dalle email, sottolinea la Cnn, se Musk abbia effettivamente visitato l’isola. Tuttavia, le email mostrano un livello di comunicazione tra i due che non era stato precedentemente rivelato, e ciò nonostante i tentativi di Musk di screditare i suoi avversari cercando di collegarli a Epstein. Durante il suo scontro con Donald Trump dello scorso anno, Musk suggerì che il presidente avesse rallentato la diffusione dei documenti su Epstein perché il suo nome era presente nel materiale.
I documenti già resi noti
Poco prima di Natale, il dipartimento di Giustizia aveva già pubblicato decine di migliaia di pagine di documenti, tra cui fotografie, trascrizioni di interviste, registri delle chiamate e documenti giudiziari. Molti di questi erano già di dominio pubblico o coperti da numerosi omissis. Tra questi documenti figuravano i registri di volo già pubblicati che mostravano che Donald Trump aveva viaggiato sul jet privato di Epstein negli anni ’90, prima che i loro rapporti si deteriorassero, e diverse fotografie dell’ex presidente Bill Clinton. Il mese scorso sono state pubblicate anche le trascrizioni delle testimonianze rese al gran giurì da agenti dell’Fbi che descrivevano le interviste condotte con diverse ragazze e giovani donne che avevano affermato di essere state pagate per compiere atti sessuali con Epstein.
Dipartimento Giustizia: “Casa Bianca non ha interferito in revisione file Epstein”
La Casa Bianca “non ha avuto nulla a che fare con questa revisione”. Lo ha dichiarato il vice procuratore generale Todd Blanche riguardo alla pubblicazione dei nuovi file su Jeffrey Epstein. “Non hanno esercitato alcuna supervisione e non hanno detto a questo dipartimento come condurre la revisione, cosa cercare e cosa censurare o non censurare”, ha detto Blanche nel corso di una conferenza stampa.
Il caso Epstein
Epstein si è suicidato in una cella di un carcere di New York nell’agosto del 2019, un mese dopo essere stato incriminato a livello federale per traffici sessuali. Nel 2008 e nel 2009, Epstein aveva scontato una pena detentiva in Florida dopo essersi dichiarato colpevole di avere sollecitato la prostituzione da una persona minorenne. All’epoca, gli investigatori avevano raccolto prove che Epstein avesse abusato sessualmente di ragazze minorenni nella sua casa di Palm Beach, ma la procura federale accettò di non perseguirlo in cambio della sua dichiarazione di colpevolezza per reati minori a livello statale.
Il coinvolgimento di Ghislaine Maxwell
Nel 2021, una giuria federale di New York ha condannato Ghislaine Maxwell per traffici sessuali, per il suo ruolo nel reclutamento di alcune delle vittime minorenni di Epstein. La donna sta ora scontando una pena detentiva di 20 anni in un carcere federale in Texas, dopo essere stata trasferita da una prigione federale in Florida. La giustizia Usa non ha mai incriminato nessun altro in relazione agli abusi di Epstein sulle ragazze, ma una delle sue vittime, Virginia Roberts Giuffre, lo ha accusato in diverse cause legali di avere organizzato per lei incontri sessuali all’età di 17 e 18 anni con numerosi politici, uomini d’affari, accademici di fama e altri, i quali hanno tutti negato le sue accuse. Giuffre si è suicidata nella sua fattoria nell’Australia occidentale l’anno scorso all’età di 41 anni.
Tra le persone da lei accusate c’era il principe Andrea di Gran Bretagna, ora noto come Andrew Mountbatten-Windsor dopo che lo scandalo lo ha portato a essere privato dei suoi titoli reali. Andrea ha negato di aver avuto rapporti sessuali con Giuffre, ma ha raggiunto un accordo extragiudiziale con la donna per una somma non rivelata.
