Siccità, l’emergenza in Sardegna è alle spalle: bacini al 67% – I dati completi
Grazie alle piogge abbondanti a disposizione quasi un miliardo di metri cubi d’acqua
Sassari La Sardegna volta pagina sul fronte idrico. I principali bacini dell’isola hanno raggiunto il 67% del volume invasabile autorizzato, con 998,045 milioni di metri cubi già disponibili su una capacità complessiva di 1.490,469 milioni: un livello che, nella fotografia aggiornata al 30 gennaio, mette il sistema “al riparo” da tagli generalizzati e rende più solida la programmazione della stagione irrigua. Il quadro, se confrontato con gli anni recenti, è nettamente più rassicurante. E a rafforzare la prospettiva arrivano anche le previsioni meteo: le precipitazioni attese nei prossimi giorni dovrebbero consolidare ulteriormente le scorte, soprattutto nelle aree ancora più delicate.
Enas Un bel sospiro di sollievo per Enas, e per il suo amministratore unico Marco Soriga: «La situazione complessiva è buona: abbiamo raggiunto il 67% del volume totale invasabile autorizzato. Se confrontiamo il dato con gli anni precedenti, nello stesso periodo del 2025 eravamo al 45%, due anni fa al 55%. Oggi siamo quindi nettamente oltre quei livelli. Parliamo di quasi mille milioni di metri cubi d’acqua, una disponibilità che ci mette al riparo dall’ipotesi di dover limitare la stagione irrigua». Dopodiché lo sguardo si concentra sul Nord Sardegna: «L’area più delicata resta la Nurra, dove le tre dighe sono ancora sotto il 50%, anche se i livelli sono in costante crescita. Le ultime piogge stanno facendo aumentare i volumi di alcuni punti percentuali al giorno e, con la perturbazione prevista nei prossimi tre-quattro giorni, contiamo che tutti e tre gli invasi superino la soglia del 50%. Questo ci consentirebbe di affrontare con tranquillità un’annata irrigua completa anche in quella zona».
Situazione Nurra Se il dato complessivo regionale è confortante, la lente va puntata sulla Nurra, dove alcune infrastrutture restano ancora sotto la soglia del 50% di riempimento, segnalando una carenza residua che però, complice l’ultima sequenza di piogge, appare in fase di graduale recupero. Dal report Enas aggiornato al 30 gennaio emergono, tra i bacini dell’area nord-occidentale, due invasi che restano ancora sotto metà capacità: Cuga: 42% di riempimento, con 8,821 milioni di m³ presenti a fronte di 21,077 milioni di capacità utile autorizzata. In termini pratici, per raggiungere la soglia “psicologica” del 50% mancano ancora circa 1,72 milioni di m³. Monteleone Roccadoria: 46% di riempimento, con 35,823 milioni di m³ presenti su 77,576 milioni di capacità utile. Per arrivare al 50% servono circa 2,97 milioni di m³ aggiuntivi. Accanto a questi, un segnale positivo arriva dal Bidighinzu, che nel report risulta al 52%: non è più sotto soglia, ma resta su valori che impongono prudenza, specie in vista della domanda irrigua. Il dato, letto insieme all’andamento giornaliero e alle precipitazioni in arrivo, spiega perché Enas guardi con un cauto ottimismo alle prossime settimane: l’obiettivo dichiarato è mettere in sicurezza la Nurra e garantire un’annata irrigua completa, riducendo il rischio di misure restrittive.
Gli altri bacini Pur con un’isola complessivamente al 67%, il report segnala anche altri invasi sotto il 50% in diverse zone: Mulargia (39%), Casafiume (28%), Traversa San Vittoria (36%), Maccheronis (49%), Punta Gennarta (26%) e Medau Zirimilis (0%). Sono valori eterogenei, spesso legati a bacini piccoli o a sistemi locali, ma utili a comporre la mappa delle fragilità ancora presenti. (l.s.)
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