Sempre più stranieri scelgono la Sardegna per vivere: ecco chi sono e perché – Tutti i numeri
L’isola non è più solo destinazione per chi fugge da guerra, povertà o cerca condizioni lavorative migliori
Sassari La Sardegna che accoglie nuovi residenti stranieri non è più solo una destinazione per chi fugge da una guerra o da situazioni di povertà estrema o condizioni lavorative migliori. L’isola attrae sempre di più investitori, professionisti, pensionati europei e americani che la scelgono come residenza per tutto l’anno o per solo una parte. Guardando gli ultimi dati Istat colpisce prima di tutto l’incremento di residenti stranieri che sono passati da 11.600 nel 2003 a 54mila nel 2025, quasi quintuplicati in poco più di vent’anni. Negli ultimi dieci anni, la mappa delle presenze si è ridisegnata: accanto alle comunità consolidate crescono flussi da Germania, Francia, Stati Uniti, Argentina. Diventiamo non più soltanto destinazione di necessità, ma una scelta consapevole che può contribuire in futuro a contrastare il fenomeno dello spopolamento.
Comunità romene, marocchine e senegalesi
Il dato più stabile resta quello della comunità romena, che continua a essere la prima per presenza sull’isola. Se prendiamo in considerazione gli ultimi dieci e cinque anni vediamo che nel 2015 erano 12.422, saliti a 13.276 nel 2020 e attestati a 10.931 nel 2025. Subito dietro si confermano le comunità del Senegal e del Marocco. I senegalesi sono passati da 3.605 nel 2015 a 4.483 nel 2020 fino a 4.207 nel 2025, mentre la presenza marocchina, pur stabile per lungo tempo, si è leggermente ridotta nell’ultimo rilevamento: da 4.437 nel 2015 e 4.282 nel 2020 a 3.757 nel 2025. La comunità cinese continua ad aumentare in modo costante, da 2.870 nel 2015 a 3.184 nel 2020 e 3.270 nel 2025. Ancora più marcata è la crescita della comunità ucraina: da 2.171 nel 2015 a 2.462 nel 2020 fino a 3.186 residenti nel 2025, una delle accelerazioni più visibili del periodo legata certamente al conflitto con la Russia.
Cresce la presenza da Spagna, Francia, Germania e Usa
La dinamica più interessante è quella che mostra come accanto ai flussi tradizionali, prende sempre più forma un secondo movimento che riguarda le provenienze europee occidentali e oltreoceano. Le comunità di cittadini provenienti da Spagna, Francia, Germania e Paesi Bassi mostrano aumenti costanti: gli spagnoli passano da 322 nel 2015 a 639 nel 2025, i francesi da 603 a 873, i tedeschi da 1.252 a 1.442, e i cittadini olandesi da 162 a 269 nello stesso arco di tempo. Anche la presenza statunitense mostra una crescita progressiva: i residenti provenienti dagli Stati Uniti passano da 168 nel 2015 a 213 nel 2020 fino a 254 nel 2025. Tutti questi numeri in costante aumento sono legati soprattutto a scelte di vita o professionali ma anche ad investimenti immobiliari. Un altro dato significativo è quello dell’Argentina: con soli 133 residenti nel 2015, la comunità argentina è quasi quadruplicata fino a 546 nel 2025, ed ora è una delle presenze sudamericane più numerose dell’isola. Non mancano però segnali di assestamento. Alcuni Paesi dell’Est europeo, dopo una fase di espansione negli anni precedenti, mostrano stabilizzazioni o leggere contrazioni tra 2020 e 2025, mentre il Regno Unito segna un arretramento nell’ultimo quinquennio, passando da 747 residenti nel 2020 a 685 nel 2025, pur restando sopra i livelli di dieci anni fa (586 nel 2015).
Le motivazioni
La Sardegna dei residenti stranieri che viene fotografata dall’evoluzione dei dati è quindi una sorta di mosaico di motivazioni: economiche, politiche, e purtroppo in alcuni casi anche esistenziali. Le comunità storiche si consolidano mentre nuove presenze stanno ridefinendo il profilo demografico dell’isola. Un fenomeno che se governato in maniera virtuosa, creando le condizioni per rendere sempre più attrattiva la Sardegna dal punto di vista dei servizi e dei collegamenti, può essere realmente una delle chiavi per combattere in modo efficace il calo demografico. (ma.se.)
