Vannacci lascia la Lega, il messaggio a Salvini: «Ti voglio bene, ma la mia strada è un’altra»
Il generale conferma l’addio al Carroccio dopo un confronto diretto al leader leghista. Depositato il simbolo di Futuro nazionale, improbabile una ricucitura
Milano «Ti voglio bene, ma la mia strada è un’altra». Con queste parole Roberto Vannacci ha confermato a Matteo Salvini la decisione di lasciare la Lega, oggi, martedì 3 febbraio. Un addio che le parti definiscono come una separazione consensuale, maturata dopo un confronto diretto avvenuto nella giornata di lunedì.
Il faccia a faccia tra il generale e il segretario del Carroccio è stato descritto come un colloquio “franco”, un chiarimento senza mediazioni in cui i toni si sono alzati. L’esito, però, appare definitivo: dalla Lega filtra che i margini per un ripensamento siano ridotti, anche se formalmente si lascia intendere che, qualora Vannacci cambiasse idea, «ci sono tanti modi per superare questa situazione».
Sul tavolo pesa anche la distanza politica emersa nelle ultime settimane. In particolare, l’invito rivolto da Vannacci ai parlamentari a votare contro la risoluzione sull’Ucraina, in contrasto con la linea del partito. Un elemento che renderebbe solida, se necessario, anche l’ipotesi di un provvedimento disciplinare, che però — allo stato — non viene indicato come la strada scelta.
La svolta arriva a pochi giorni da un passaggio simbolico: il 24 gennaio Vannacci aveva depositato il simbolo di Futuro nazionale, negando in quel momento l’intenzione di lasciare la Lega, di cui era vicesegretario. Oggi, invece, nel giorno del Consiglio federale del partito, sarà Salvini a ufficializzare l’uscita.
Fino all’ultimo non sono mancati appelli alla permanenza. In un’intervista rilasciata a Il Giornale, il sottosegretario e vicesegretario leghista Claudio Durigon aveva auspicato che il generale restasse «senza se e senza ma», definendo eventuali alternative «un regalo alla sinistra e un danno per l’Italia». Durigon aveva anche sottolineato come, nella Lega, «tutti sono importanti ma nessuno è indispensabile», aggiungendo che l’addio di Vannacci sarebbe stato salutato con favore dai media di sinistra.
La decisione, però, è stata presa. Proprio nel giorno del Federale, la Lega e Roberto Vannacci imboccano strade diverse, sancendo una rottura che segna un passaggio rilevante negli equilibri interni del partito.
