La Nuova Sardegna

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Legge sarda sul noleggio con conducente, lo Stato ritira il ricorso davanti alla Corte Costituzionale


	Auto di noleggio con conducente
Auto di noleggio con conducente

L’assessora regionale Manca: «Un risultato che dimostra l’importanza di difendere le nostre prerogative statutarie»

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Cagliari Lo Stato ha rinunciato al ricorso davanti alla Corte Costituzionale presentato contro la legge sugli Ncc della Regione. La normativa nazionale sul noleggio con conducente prevedeva l’introduzione obbligatoria e immediata del foglio di servizio elettronico, con un’applicazione uniforme su tutto il territorio nazionale. Una disciplina pensata soprattutto per regolare i rapporti tra taxi e Ncc. Secondo la Regione, la norma non teneva conto delle peculiarità del territorio isolano, caratterizzato da bassa densità abitativa e da un ruolo essenziale degli Ncc nelle aree interne. Per l’assessora regionale ai Trasporti, Barbara Manca «fin dal primo momento abbiamo ritenuto ingiustificata l’applicazione automatica anche alla Sardegna di una disciplina pensata per regolare i rapporti tra taxi e NCC nelle grandi città metropolitane della Penisola». Una normativa che, prosegue Manca, «non teneva conto delle peculiarità del nostro territorio e della struttura del sistema dei trasporti dell’Isola, dove taxi e Ncc convivono da sempre in modo equilibrato e complementare».

Nei mesi scorsi la giunta di Alessandra Todde aveva approvato un disegno di legge che prevedeva l’adeguamento della normativa regionale alle disposizioni nazionali sul foglio di servizio elettronico, introducendo però «un passaggio graduale dal cartaceo al digitale» per «evitare interruzioni del servizio o difficoltà operative». Proprio su questo intervento normativo il Consiglio dei Ministri aveva deciso di presentare ricorso davanti alla Corte Costituzionale, scelta a cui la Regione Sardegna si era formalmente opposta. In quella sede, l’Avvocatura regionale aveva depositato «un’ampia e articolata documentazione», dimostrando come «le misure imposte dal Ministero dei Trasporti non fossero compatibili con il contesto sardo» e rischiassero di «penalizzare un servizio essenziale per cittadini e imprese». «Gli Ncc sono parte integrante del sistema di mobilità regionale – sottolinea Manca –. Operano nei contesti a domanda debole, garantiscono spostamenti fondamentali per motivi di studio, lavoro e salute e rappresentano un presidio indispensabile soprattutto nelle aree meno servite dal trasporto pubblico tradizionale». Un ruolo che, aggiunge, è anche «strategico per l’accoglienza turistica, in particolare durante l’alta stagione».

La decisione dello Stato di rinunciare al ricorso conferma, secondo la Regione, «la correttezza della posizione della Sardegna» e rafforza «il principio della competenza primaria regionale in materia di organizzazione del trasporto pubblico locale». «È una vittoria molto significativa – conclude l’assessora – frutto della collaborazione proficua tra giunta e consiglio regionale. Un risultato che dimostra l’importanza di difendere le nostre prerogative statutarie e di produrre risultati concreti attraverso lo studio, la reale conoscenza del territorio e argomentazioni solide e inequivocabili».

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