Straniera occupa abusivamente una casa popolare, ma il giudice la assolve: «Aveva diritto all’alloggio»
Il tribunale riconosce la tenuità del fatto e la condizione di necessità: già accertati i requisiti per l’assegnazione
Avezzano La precarietà abitativa e un danno giudicato minimo per l’ente proprietario hanno portato all’assoluzione di una donna di 77 anni, di origini nordafricane, finita a processo per occupazione abusiva di un alloggio popolare ad Avezzano. La decisione è arrivata dal giudice monocratico del tribunale, che ha ricondotto il caso alla tenuità del fatto.
La vicenda riguarda un’abitazione Ater rimasta a lungo vuota. La donna, insieme al marito, non potendo sostenere un affitto, aveva deciso di entrarvi. Secondo quanto emerso in dibattimento, il primo ad occupare l’alloggio sarebbe stato l’uomo; poco dopo lo avrebbe raggiunto la moglie, arrivata dal Marocco. La situazione è stata segnalata da un’altra donna magrebina che in precedenza occupava l’immobile e che ha presentato denuncia ai carabinieri e all’Ater. Al termine degli accertamenti, su richiesta della Procura di Avezzano, la 77enne è stata rinviata a giudizio.
Subito dopo l’ingresso nell’alloggio, la donna aveva tentato la via della regolarizzazione, presentando domanda di sanatoria. Gli uffici Ater, esaminata la pratica, avevano riconosciuto la presenza dei requisiti per l’assegnazione, ma avevano negato la possibilità di concedere l’alloggio proprio perché l’immobile era stato occupato abusivamente e perché nel frattempo era in corso il procedimento penale.
In aula, la difesa, rappresentata dall’avvocato Mario Del Pretaro, ha insistito su questo punto: l’ente aveva già attestato l’idoneità della donna ad avere una casa popolare e, di conseguenza, il pregiudizio economico subito era da considerarsi limitato. Una tesi accolta dal giudice, che ha valutato anche la condizione di forte disagio della coppia e ha disposto l’assoluzione per tenuità del fatto.
