La Nuova Sardegna

Il report

Etica, benessere e connessione senza sprechi: italiani a tavola, la cultura food cambia volto

di Michela Meloni
Etica, benessere e connessione senza sprechi: italiani a tavola, la cultura food cambia volto

Nel carrello della spesa entra il cibo locale, sostenibile e consapevole: una scelta che sta già influenzando l’industria alimentare

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Cagliari Il cibo non è più soltanto una questione di gusto, bensì è diventato uno spazio simbolico in cui si riflettono tensioni economiche, desideri di connessione, bisogni emotivi e nuove responsabilità individuali. Cambiano i tempi, ma anche al giorno d’oggi osservare come mangiamo significa capire come viviamo. E da questa prospettiva nasce Decode – Social Culture Beyond Food, il report realizzato da Say Social in collaborazione con Nextplora. L’obiettivo? È quello di interpretare l’evoluzione della cultura food per comprendere i cambiamenti sociali. Cambiamenti già radicati e destinati a influenzare in modo strutturale la food industry.

Alla base di Decode c’è un approccio che unisce l’interpretazione dei fenomeni culturali all’analisi dei dati, per capire non solo cosa sta cambiando, ma anche le sue ragioni. Il progetto nasce tra due competenze complementari: da un lato l’approccio culturale e qualitativo di Say Social, dall’altro la solidità della ricerca e dell’analisi di Nextplora. Dalla ricerca emergono quattro tendenze culturali principali, differenti, ma fortemente interconnesse. Quattro segnali, un unico movimento: una trasformazione del modo in cui le persone attribuiscono valore alle proprie scelte alimentari, sempre più intenzionali, consapevoli e coerenti con il proprio vissuto.

Meno spreco, più competenza, più intenzionalità. Si comincia con lo Smart frugality (frugalità intelligente), attraverso il quale il 53% degli italiani, in un contesto di pressione economica, mette in atto strategie intelligenti per gestire il cibo in maniera efficiente. La moderazione che emerge non è privazione, ma consapevolezza: pianificazione, inventiva e attenzione agli sprechi diventano abitudini quotidiane.

L’Holistic wellness (la salute olistica), in cui il 48% degli italiani vive l’alimentazione come uno spazio personale di benessere. Non si tratta più solo di “mangiare sano”, ma di integrare alimentazione, benessere mentale e cura del corpo in una visione più ampia e armonica. Questa tendenza mostra come il cibo sia sempre più parte di un equilibrio duraturo, fatto di continuità e consapevolezza. In poche parole, l’idea di “mangiare sano” è superato: quando si mangia si abbraccia una visione integrata di benessere fisico, mentale ed emotivo.

Il trend l’Echoes of belonging (echi di appartenenza), che riporta il cibo al centro delle relazioni come rituale, memoria e strumento di connessione autentica. Il 56% degli italiani vive l’esperienza della nutrizione come una condivisione, tradizione e appartenenza. Mangiare e cucinare insieme rafforza legami autentici, dimostrando il bisogno crescente di spazi e rituali che favoriscono connessione reale e senso di appartenenza, in risposta a una quotidianità sempre più individualizzata.

E infine di Renewed Awakening, un risveglio etico che spinge le persone a interrogarsi sull’impatto delle proprie scelte, chiedendo trasparenza, coerenza e responsabilità. Col “risveglio ritrovato”, l’etica entra dunque solidamente nel processo decisionale quotidiano. Il 75% degli italiani privilegia scelte alimentari locali, sostenibili e consapevoli. Interrogandosi sull’origine, la trasparenza e la coerenza dei prodotti. Questo cambiamento mostra come le scelte alimentari riflettono sempre più i valori personali, spostando l’attenzione dalle promesse alla coerenza concreta.

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