La Nuova Sardegna

La curiosità

La citazione di Gramsci che usano tutti ma che non è di Gramsci

di Paolo Ardovino
La citazione di Gramsci che usano tutti ma che non è di Gramsci

Il caso svelato dal “The Guardian”: c’è un passaggio di cui parlano tutti ma che non è mai presente nei Quaderni del carcere

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Una citazione di Antonio Gramsci non si nega a nessuno. Ai rappresentanti d’istituto nei licei né ai grandi politici internazionali, ma c'è un problema di fondo. Molti lo citano – l'intellettuale di Ales ogni anno è stabilmente tra i primi autori italiani tradotti e citati nel mondo – e pochi lo leggono veramente. A ribadirlo è questa volta il “The Guardian”.

Il quotidiano britannico svela infatti che una massima tornata in auge nei discorsi di leader internazionali, «ora è il tempo dei mostri», non compare mai negli scritti di Gramsci. Tutto frutto di un passaggio più articolato che nel tempo è stato semplificato, travisato e infine affibbiato all’immaginetta decorata del grande pensatore del partito comunista italiano.

Com’è nato il caso

La frase pseudogramsciana ha avuto particolare fortuna, sin qui, nella sua versione inglese, «Now is the time of monsters». A usarla nel giro di poco tempo, negli ultimi mesi, sono stati il primo ministro conservatore del Belgio Bart De Wever, la parlamentare britannica di sinistra uscita dal Labour Zarah Sultana, il governatore della Banca centrale irlandese Gabriel Makhlouf, lo storico olandese Rutger Bregman. Ma il passo suona in maniera diversa. A condurre la ricerca tra le pagine dei “Quaderni dal carcere” è stato il giornalista Philip Oltermann per il “The Guardian”. La vicenda ha attraversato la Manica grazie ad Antonio Carioti sul “Corriere della Sera”: «Il passo a cui si riferiscono, tratto dai famosi Quaderni del carcere scritti da Gramsci durante la sua lunga detenzione sotto il fascismo, in italiano suona invece così: «“La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati”». I fenomeni morbosi, un secolo dopo, sono diventati “mostri” secondo una traduzione più pop.

La lettura, al solito, è lungimirante. L'intellettuale sardo si riferiva alla società europea dopo la Prima guerra mondiale, con una classe dirigente da ricostruire e le masse popolari lontane dalla capacità di potersi realizzare. Era il preludio, d’altronde, all’ascesa della dittatura fascista di Benito Mussolini.

La versione inglese e quella francese 

La citazione del tempo dei mostri pare abbia conquistato diversi leader politici, oggi, nella descrizione di un quadro geopolitico frammentato e aperto all’avvento degli autoritarismi. Quel passaggio equivocato piace e rende l’idea sulla lettura contemporanea perché «ha un’atmosfera apocalittica, come quando appare il Demogorgone alla fine di Stranger Things», spiega al “The Guardian” Peter Thomas, storico del pensiero politico ed esperto di Gramsci alla Brunel University di Londra.

La caccia all’origine della citazione sbagliata è appassionante. Il quotidiano britannico è risalito a un articolo economico del 2010 dove il filosofo sloveno Slavoj Žižek è il primo a utilizzare in inglese l’espressione «tempi dei mostri». Contattato, però, il pensatore avrebbe insistito: non è farina del suo sacco. Come si legge nell’edizione online del giornale: «“Sono sicuro di aver preso le parole da qualche altra parte”, ha scritto al Guardian in una e-mail». Una versione antecedente esiste ma in francese. In un articolo di “Le Monde” del 1996 si legge: «Dans cet interrègne surgissent les monstres». Per saperne di più, chiamate un filologo. 

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