I riti di Su Bundhu e i suoni delle launeddas: tanta Sardegna al Carnevale di Venezia
Maschere e musiche tradizionali dell’isola hanno animato piazza San Marco
La maschera arcaica di Su Bundhu di Orani e i suonatori di Launeddas di San Vito oggi, lunedì 16 febbraio, hanno portato il Carnevale sardo a Venezia, con i suoi riti, le sue maschere artigianali e i suoi suoni caratteristici. Protagoniste dell'evento più identitario di tutto il carnevale veneziano, quello dedicato alle maschere storiche, i riti e l’Italia più antica e profonda, hanno coinvolto i visitatori nelle loro rappresentazioni ancestrali e musiche tradizionali.
La maschera arcaica di Su Bundhu di Orani è una figura antropo-bovina, in sughero e orbace legata ai riti del fuoco di Sant’Antonio Abate e ai cicli agro-pastorali. Simboleggia la fertilità e la forza primordiale. I suonatori di launeddas di San vito hanno arricchito la manifestazione con il loro suono rituale e hanno dialogato continuamente con le maschere e il fuoco, creando un’atmosfera unica, propiziatoria e colletiva.
L’appuntamento identitario al Carnevale di Venezia è solitamente fissato dopo l’apertura della Festa Veneziana sul Canal Grande. Insieme alle maschere sarde e ai suonatori, hanno sfilato altri 10 gruppi provenienti da 8 regioni italiane, che hanno animato la città con riti ancestrali e simboli comunitari. Le maschere sono state selezionate dall'Unione Nazionale Pro Loco d'Italia al Carnevale olimpico. (c.b.)
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