Trump valuta una «presa di controllo amichevole» di Cuba: dialogo con L’Avana e crisi profonda sull’isola
Il presidente Usa parla di colloqui ad alto livello con le autorità cubane in un momento di grave difficoltà economica e carenza di carburante
Washington Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha avanzato l’ipotesi che il suo Paese possa perseguire una “presa di controllo amichevole” di Cuba, segnalando un potenziale cambio nella politica verso l’isola caraibica. Trump ha affermato che il governo cubano sarebbe impegnato in negoziati ad alto livello con funzionari statunitensi guidati dal segretario di Stato Marco Rubio, ma non ha fornito dettagli su ciò che intende con questa formula.
Secondo il presidente Usa, Cuba si trova in una situazione estremamente difficile sul piano economico e sociale, con scarsità di risorse e gravi carenze di carburante e altri beni essenziali. Trump ha descritto l’isola come in “gravi problemi” e ha sottolineato che molte persone desiderano tornare a Cuba, ipotizzando che un coinvolgimento statunitense possa avere risvolti positivi per la popolazione e la comunità di esuli cubani negli Stati Uniti.
La proposta di Trump arriva nel contesto di una crisi energetica e umanitaria in corso sull’isola, aggravata dal blocco delle forniture di petrolio da parte del Venezuela dopo l’intervento degli Stati Uniti nel Paese alleato e da sanzioni successive che hanno colpito l’accesso al carburante. La mancanza di combustibile ha causato interruzioni prolungate dell’elettricità e difficoltà nelle attività quotidiane, oltre a forti pressioni su servizi essenziali.
L’uso dell’espressione “presa amichevole e controllata” ha sollevato interrogativi sulla natura di un’eventuale operazione e sulle implicazioni politico-strategiche di un maggior coinvolgimento di Washington nell’isola, ma finora non sono stati diffusi piani concreti o documenti ufficiali che definiscano il progetto.
Le dichiarazioni di Trump seguono un periodo di tensioni crescenti tra Stati Uniti e Cuba, caratterizzate da incidenti nelle acque territoriali cubane e da pressioni internazionali sulla situazione dei diritti umani nel Paese, mentre alcune organizzazioni internazionali hanno sottolineato il rischio di una crisi umanitaria legata alle restrizioni economiche e alla carenza di risorse.
