Guerra Usa-Iran, voli Europa-Asia alle stelle: biglietti fino a +900% e rotte stravolte
La chiusura dello spazio aereo mediorientale e dello Stretto di Hormuz manda in crisi il traffico tra Europa e Asia. Aumenti record dei biglietti e timori di rincari duraturi
Roma La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran stanno avendo effetti immediati anche sul traffico aereo internazionale. La chiusura di ampie porzioni dello spazio aereo in Medio Oriente e dello Stretto di Hormuz ha infatti provocato un brusco aumento dei prezzi dei voli tra Europa e Asia.
Le prime rilevazioni parlano di rincari che in alcuni casi superano il 900%, mentre per il medio periodo si teme un aumento strutturale delle tariffe tra il 20 e il 30%, con possibili ripercussioni anche sui collegamenti da e per l’Italia.
Il blocco degli hub del Golfo
Il conflitto ha paralizzato per giorni alcuni dei principali nodi del traffico aereo internazionale, come Dubai, Doha e Abu Dhabi. Questi scali rappresentano da anni uno dei principali corridoi di collegamento tra Europa e Asia.
Con la chiusura dello spazio aereo dell’area, molte compagnie sono state costrette a ridisegnare le rotte, allungando i percorsi e i tempi di volo. Ciò comporta consumi più elevati di carburante e una riduzione della capacità disponibile, fattori che si riflettono direttamente sui prezzi dei biglietti.
Il peso del petrolio e del carburante
Alla tensione sulle rotte si aggiunge l’impatto energetico della crisi. Lo Stretto di Hormuz è infatti uno dei passaggi chiave del commercio mondiale di petrolio: da qui transita circa un quinto della produzione globale.
La sua chiusura ha spinto verso l’alto il prezzo del greggio e, di conseguenza, quello del jet fuel, il carburante utilizzato dagli aerei. Secondo alcune analisi di mercato, in caso di tensioni prolungate il Brent potrebbe stabilizzarsi tra 100 e 115 dollari al barile, con possibili picchi fino a 150 dollari. Livelli che metterebbero sotto pressione i bilanci delle compagnie e contribuirebbero a consolidare il caro-biglietti.
Biglietti alle stelle sulle rotte Europa-Asia
I primi dati sui collegamenti tra Europa e Asia mostrano una impennata delle tariffe. Nel giro di 24 ore il prezzo minimo di alcuni voli è aumentato di diverse volte rispetto ai livelli precedenti al conflitto.
Alcuni esempi evidenziano la portata del fenomeno:
- Singapore–Milano: da 254 euro a 1.876 euro, con un aumento del 639%.
- Singapore–Francoforte: da 398 euro a 7.582 euro, oltre +1.800%, con disponibilità rimaste solo in classe business.
- Hong Kong–Milano: rincari superiori al 200%.
- Hong Kong–Francoforte: aumenti fino al +905%.
- Hong Kong–Parigi: quasi +300%.
La domanda di voli si è concentrata su poche rotte rimaste operative, mentre molte opzioni con scalo negli hub del Golfo sono state sospese.
Migliaia di voli cancellati
Secondo dati citati dalla stampa specializzata, in alcune giornate i voli cancellati a livello globale hanno superato quota 12.900, con migliaia di aeromobili rimasti a terra e un forte ridimensionamento della capacità da parte delle compagnie.
Nel complesso, la crisi avrebbe già generato perdite superiori ai 22 miliardi di dollari per l’intero settore dei viaggi, tra cancellazioni, rimborsi ai passeggeri e costi operativi aggiuntivi.
L’impatto sulle compagnie aeree
L’International Air Transport Association (IATA) prevede per il 2026 uno scenario particolarmente incerto. Alcune compagnie hanno già segnalato gli effetti economici della crisi.
Wizz Air ha stimato che la situazione in Medio Oriente potrebbe ridurre gli utili netti dell’anno fiscale 2026 di circa 50 milioni di euro. Circa un terzo dell’impatto deriva dalla sospensione di alcune rotte verso il Medio Oriente, mentre la parte restante è collegata alle difficoltà macroeconomiche legate al conflitto.
Altre compagnie mostrano strategie diverse: Lufthansa prevede di aumentare i ricavi nonostante il contesto complesso, mentre Emirates sta progressivamente ripristinando i collegamenti e punta a tornare al 100% della capacità operativa nei prossimi giorni, compatibilmente con la riapertura dello spazio aereo.
Sicurezza e prospettive
In questo contesto le compagnie ribadiscono che la sicurezza dei passeggeri rimane la priorità assoluta. Il ritorno alla normalità del traffico aereo dipenderà dall’evoluzione della crisi e dall’eventuale riapertura delle principali rotte mediorientali.
Nel frattempo, il settore del trasporto aereo resta esposto a forti oscillazioni dei costi e a una domanda che si sta rapidamente spostando verso le poche alternative disponibili.
