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Il caso

Alla visita guidata in tribunale spunta la Digos e chiede la lista dei presenti: credeva fosse un incontro sul referendum - Cosa è successo

di Enrico Carta
Alla visita guidata in tribunale spunta la Digos e chiede la lista dei presenti: credeva fosse un incontro sul referendum - Cosa è successo

Attimi di tensione in Tribunale durante una iniziativa aperta a tutti i cittadini

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Oristano C’è un incontro pubblico in tribunale per conoscere da vicino come funzioni la giustizia, senza parlare di referendum, quando all’improvviso spunta la Digos, presenza che non ci si aspetta e che fa vivere momenti di alta tensione. Ci sono luoghi più ameni o edifici più affascinanti a cui fare visita, anche perché architettonicamente quello di Oristano tende all’orrido. Eppure una cinquantina di persone incuriosite dalla voglia di prendere contatto coi meccanismi spesso oscuri di chi ha tutti i giorni a che fare con l’applicazione delle leggi si era prenotata per partecipare alla giornata di “Incontro coi magistrati” programmata per sabato scorso.

Il sottotitolo dell’iniziativa spiegava ancora meglio quali fossero le finalità dell’iniziativa organizzata «per conoscere l’attività giurisdizionale». Poi una specifica ultima ovvero che l’incontro era aperto a tutti i cittadini. In ogni caso è stata prima compilata una lista dalla cancelleria per avere accesso e quindi è iniziata la “lezione”, una sorta di banalissima attività divulgativa su dove e come i magistrati svolgono la loro professione. Si parlava degli ambiti di cui si occupa ciascuno di loro, di come si svolgono i processi e venivano fornite spiegazioni sulla procedura, oltre che sui vari ruoli in cui è divisa la magistratura.

Tutto normale, come se, seduti gli uni di fronte altri, ci fossero dei docenti e degli alunni. A un certo punto, però, la calma piatta di una giornata senza scossoni previsti, è stata interrotta. Alla porta dell’aula si sono presentate due persone alle quali la cancelliera ha chiesto chi fossero, spiegando che la partecipazione era legata all’inserimento in lista. Dopo più di qualche incomprensione, le due persone hanno mostrato il distintivo: agenti di polizia in borghese appartenenti alla Digos.

Non erano lì per caso e, dopo varie insistenze, hanno spiegato alla cancelliera che avrebbero gradito che fosse loro consegnata la lista delle persone che dovevano partecipare alla giornata. L’elenco non è stato fornito, allora hanno voluto dei chiarimenti su cosa stesse avvenendo ed è stato loro chiarito che quel che avevano davanti agli occhi era tutto fuorché un evento di propaganda a favore del sì o del no all’imminente referendum sulla giustizia.

Sono rimasti qualche attimo ancora, poi, capendo che non avrebbero avuto l’elenco hanno lasciato il tribunale. Il fatto però ha suscitato perplessità e interrogativi in diverse persone che hanno ritenuto quella presenza per lo meno inattesa e insolita. È il motivo per cui la visita della Digos è finita tra gli argomenti al centro di un dibattito che si è poi tenuto a Sedilo di fronte a diverse decine di persone, questo sì, sul referendum.

È stato stigmatizzato dall’avvocato Vittorio Delogu e dal consigliere regionale Peppino Canu (Sinistra Futura) che stavano sostenendo le ragioni del «no» nell’incontro di Sedilo. E intanto strane voci hanno iniziato a circolare su chi potesse aver sollecitato la visita della polizia. La pista più gettonata è quella che porta a un ordine forense diverso da quello oristanese da cui sarebbe partita una richiesta via Pec a un ministero affinché mandasse qualcuno a controllare cosa si stesse facendo all’interno del tribunale, temendo che si trattasse di propaganda e proselitismo per una ben precisa posizione al voto al referendum.

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