La Nuova Sardegna

L’inchiesta

Assalto al portavalori in Toscana, chiesto il processo per i 12 imputati sardi – Tutti i nomi

di Nadia Cossu
Assalto al portavalori in Toscana, chiesto il processo per i 12 imputati sardi – Tutti i nomi

Il colpo aveva fruttato oltre 3 milioni di euro. Le accuse più gravi sono rapina aggravata, detenzione e utilizzo di armi da guerra

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Sassari Un commando organizzato, armi da guerra, esplosivi e oltre tre milioni di euro spariti nel giro di pochi minuti: è lo scenario dell’assalto ai furgoni portavalori della società B.T.V. avvenuto il 28 marzo 2025 lungo la SS1 Variante Aurelia (all’altezza di San Vincenzo), un colpo di grande portata che ora approda davanti al gup di Livorno Francesca Mannini.

Il pubblico ministero Ezia Mancusi ha infatti chiesto il rinvio a giudizio per dodici persone, tutte attualmente detenute nelle carceri di Sassari, Oristano, Cagliari e Livorno, accusate a vario titolo di rapina aggravata, detenzione e utilizzo di armi da guerra, furto e ricettazione. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il gruppo avrebbe agito in concorso mettendo in atto un’azione pianificata nei dettagli: dopo aver bloccato i mezzi portavalori con veicoli rubati, i malviventi – con il volto coperto da passamontagna e scaldacollo – avrebbero minacciato le guardie giurate (persone offese nel procedimento) costringendole a lasciare i blindati e a consegnare le armi. Subito dopo uno dei furgoni era stato fatto saltare in aria con l’esplosivo, permettendo al commando di impossessarsi di 3.082.754 euro su oltre 4,6 milioni trasportati.

Il 15 aprile, nell’aula gip-gup al primo piano del palazzo di giustizia di Livorno, dovranno presentarsi gli imputati Antonio Moni, nato a Volterra e residente a Castelnuovo Val di Cecina, difeso dall’avvocato Marco Talini; Franco Piras, residente a Bari Sardo, assistito dall’avvocato Marcello Caddori; Francesco Palmas, anche lui di Lanusei e difeso dallo stesso legale; Salvatore Campus, di Olzai, assistito dagli avvocati Antonio Mereu e Andrea Nieddu; Nicola Fois, di Girasole, difeso dall’avvocato Marcello Caddori. E ancora Marco Sulis, residente a Villagrande Strisaili, assistito dagli avvocati Giuseppe Talanas e Potito Flagella; Renzo Cherchi, di Irgoli, difeso dall’avvocato Angelo Magliocchetti; Francesco Rocca, di Orotelli, rappresentato dagli avvocati Giuseppe Talanas e Carlo Ambrosini; Alberto Mura, di Ottana, difeso dall’avvocato Lorenzo Soro; Giovanni Columbu, di Ollolai, assistito dall’avvocato Pasquale Ramazzotti; Salvatore Giovanni Antonio Tilocca, di Bottidda, difeso dall’avvocato Lorenzo Soro; e infine Antonio Stochino, di Lanusei, rappresentato dall’avvocato Francesco Marongiu. Oltre alla rapina aggravata, gli imputati devono rispondere anche di detenzione e utilizzo di armi da guerra e munizioni, furto di veicoli e targhe e ricettazione di mezzi rubati.

Le indagini aveano permesso di ricostruire con precisione l’organizzazione e i movimenti del gruppo attraverso intercettazioni, pedinamenti e l’analisi di un numero elevato di telecamere di videosorveglianza pubbliche e private. Un lavoro investigativo accurato aveva consentito di ricostruire gli spostamenti dei veicoli coinvolti e degli imputati in diverse province, tra Toscana, Emilia-Romagna, Lazio, Umbria e Sardegna. Era emersa anche la strategia adottata dal gruppo per evitare sospetti. I componenti non erano partiti dalla Sardegna nello stesso momento ed erano sbarcati in porti diversi nei giorni precedenti al colpo. Dopo l’assalto, il rientro sull’isola sarebbe avvenuto già il giorno successivo, ancora una volta utilizzando scali marittimi differenti.

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