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InvestCloud Italy, via ai 37 licenziamenti: dipendenti sostituiti dall’intelligenza artificiale

InvestCloud Italy, via ai 37 licenziamenti: dipendenti sostituiti dall’intelligenza artificiale

La società fintech, ex Finantix, ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per tutti i dipendenti dell’unica sede italiana

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Venezia InvestCloud Italy, ex Finantix, ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per tutti i 37 dipendenti della sede di Marghera, a Venezia. La decisione è legata alla cessazione dell’attività nell’unica struttura italiana del gruppo californiano attivo nella tecnologia finanziaria.

La notizia e le motivazioni

A dare la notizia è stata La Nuova di Venezia e Mestre. Nella comunicazione inviata a Federmeccanica, organizzazioni sindacali e Confindustria Veneto Est, l’azienda spiega che il nuovo assetto organizzativo del gruppo si basa su sistemi integrati con l’intelligenza artificiale e non prevede più il mantenimento di sedi locali autonome.

La riorganizzazione del gruppo

I 37 esuberi si inseriscono in una trasformazione avviata negli ultimi 18 mesi. Nella lettera alle parti sociali, InvestCloud sostiene che il modello sviluppato finora, distribuito in più Paesi e in parte fondato su soluzioni adattate ai singoli contesti locali, non è più compatibile con l’obiettivo di costruire una piattaforma tecnologica integrata centrata su strumenti di intelligenza artificiale.

La reazione dei sindacati

Nei prossimi giorni è prevista un’assemblea dei lavoratori per valutare le iniziative da intraprendere, anche attraverso il tavolo di crisi della Regione Veneto. I segretari di Cgil e Fiom Venezia, Daniele Giordano e Michele Valentini, chiedono l’apertura immediata di un confronto istituzionale e sostengono che il caso non riguardi soltanto una riorganizzazione aziendale, ma ponga un tema più ampio sul modello di sviluppo, sull’uso dell’intelligenza artificiale e sulle regole con cui viene introdotta.

L’allarme sul settore

Secondo Giordano e Valentini, la vicenda mette in evidenza il ritardo accumulato dall’Italia e dall’Unione europea, con il rischio di una crescente dipendenza da grandi gruppi esteri. Sulla stessa linea anche Matteo Masiero, segretario della Fim Cisl di Venezia, che annuncia iniziative a tutela dell’occupazione con il coinvolgimento dell’unità di crisi regionale. Per il sindacalista, questo caso mostra in modo concreto quanto la transizione tecnologica possa avere effetti pesanti sul lavoro, anche nel settore metalmeccanico, mettendo sotto pressione tutele contrattuali, salari e protezioni sociali.

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