Live Nation-Ticketmaster, accordo con il Dipartimento di giustizia Usa: niente scissione, ma multe, cessioni e nuovi vincoli
Il colosso della musica live evita lo smembramento, ma dovrà cedere attività e cambiare le regole del ticketing
Roma Live Nation e Ticketmaster evitano lo smembramento societario, ma dovranno cambiare parte delle proprie regole operative dopo l’accordo raggiunto con il Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti nella causa antitrust aperta nel maggio 2024. Al centro del contenzioso c’era il peso combinato del gruppo nel mercato della musica dal vivo americana: da una parte l’organizzazione dei concerti e il controllo di numerose sale, dall’altra la vendita dei biglietti.
L’intesa prevede circa 200 milioni di dollari destinati ai 40 Stati che hanno aderito all’azione legale. Secondo quanto riportato, Live Nation accantonerà inoltre 280 milioni di dollari in un fondo di transazione nel primo trimestre per far fronte a possibili richieste future da parte degli Stati.
Le misure previste
Tra gli interventi stabiliti figura un tetto del 15% alle commissioni sui biglietti dei concerti nelle sale di proprietà di Live Nation. Almeno 13 di queste strutture dovranno essere cedute, perché, secondo il Dipartimento di giustizia, la loro disponibilità consente al gruppo un controllo eccessivo sul mercato della musica dal vivo, fino al 78% delle venue più grandi del Paese.
Sul fronte della concorrenza nel ticketing, Ticketmaster dovrà aprire le proprie piattaforme anche a rivali come SeatGeek ed Eventbrite. I locali, inoltre, non potranno essere vincolati da contratti di esclusiva superiori a quattro anni, mentre una quota dei biglietti potrà essere affidata a soggetti terzi.
Le contestazioni degli Stati
Non tutti, però, considerano sufficiente l’accordo. Letitia James, procuratrice generale di New York, ha criticato l’intesa sostenendo che non affronti il nodo del monopolio contestato nella causa e che finisca per favorire Live Nation a scapito dei consumatori. Per questo, ha ribadito l’intenzione di proseguire l’azione legale insieme ad altri procuratori generali per tutelare la concorrenza nel settore dell’intrattenimento dal vivo.
Texas, Florida e Georgia hanno invece scelto di chiudere la vertenza insieme al Dipartimento di giustizia, mentre altri Stati stanno ancora valutando se aderire all’accordo o proseguire il contenzioso.
La lettura dei mercati
La decisione è stata accolta positivamente da parte degli analisti. Ubs ha confermato il giudizio Buy e il target price a 181 dollari, sottolineando che l’accordo elimina il rischio di una separazione strutturale della società e viene considerato un elemento di chiarezza per il gruppo, con effetti finanziari ritenuti gestibili. Secondo questa lettura, Live Nation potrebbe mantenere una crescita a doppia cifra del reddito operativo rettificato. Il titolo ha reagito bene alla notizia, con scambi a 165,14 dollari e un progresso del 35% nell’ultimo anno. Anche altre case di analisi, come Goldman Sachs e Guggenheim, hanno confermato una raccomandazione positiva, mentre Jefferies ha mantenuto un giudizio Hold.
