La Nuova Sardegna

Il ricordo

Enrica Bonaccorti e il primo amore a Sassari che ispirò “La lontananza”, il capolavoro di Modugno

di Alessandro Pirina

	Enrica Bonaccorti a Sassari negli Anni 60
Enrica Bonaccorti a Sassari negli Anni 60

Il profondo rapporto con la città dove frequentò il liceo Azuni, la casa in viale Dante e il desiderio costante di tornare nei luoghi della sua giovinezza

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Sassari Mancava da Sassari da tanti anni, ma ogni volta che sentiva nominare la città della sua giovinezza le brillavano gli occhi. Enrica Bonaccorti, morta oggi, 12 marzo 2026, all’età di 76 anni, era legatissima a Sassari, dove si trasferì il 22 settembre 1962, quando la futura regina della televisione aveva solo 13 anni.

«Sbarcai con papà e mamma a Porto Torres  - raccontò Enrica Bonaccorti in una delle tante interviste alla Nuova - Ero disperata di aver lasciato Genova, la scuola e i miei compagni, ma sono ripartita tre anni dopo piangendo mille volte di più. Mio padre era soggetto a trasferimenti essendo un colonnello di pubblica sicurezza e fu trasferito a Sassari nei tre anni in cui Antonio Segni fu presidente della Repubblica».

Nonostante fossero passati diversi lustri, e soprattutto in mezzo ci fosse una carriera da primadonna in tv e in teatro, Enrica Bonaccorti ricordava gli anni sassaresi con estrema lucidità. «La casa era in viale Dante. Ricordo che di fronte stavano costruendo un albergo, mi pare il Jolly. Più avanti ci siamo trasferiti in via Principe di Piemonte in una casa più bella e più grande. Mi viene in mente anche qualcosa che fece parlare subito della continentale appena arrivata: quell’inverno fu il più freddo del secolo, anche a Sassari nevicò abbondantemente, e io mi misi gli sci ai piedi e scesi un po' fra viale Dante e via Duca degli Abruzzi. Il giorno dopo si diceva che la continentale … macca è!».

A Sassari Enrica Bonaccorti frequentava la Torres, dove praticava tennis, e soprattutto era un’alunna del liceo classico Azuni. E fu in quegli anni che nacque la prima storia d’amore della sua vita che finì perché poi la famiglia di Enrica dovette lasciare Sassari in seguito all’ennesimo trasferimento del padre. Una “lontananza” che diventò il capolavoro di Domenico Modugno proprio su un testo della stessa Bonaccorti.

«Su una panchina dei giardini accanto alla scuola, un ragazzo mi fece la sua dichiarazione d’amore. Avevo 14 anni e mezzo, oltre mezzo secolo fa, ma ricordo ogni istante come fosse ieri. Fu un grandissimo amore, almeno per me, e quando dovetti ripartire perché mio padre fu assegnato a Roma, l’ho portato con me nel cuore e in fondo non ne è mai uscito. Ecco a cosa si riferisce “La lontananza”, così come “Amara terra mia” che prima si intitolava “Sardegna terra mia”. Come si dice ed è vero, il primo amore non si scorda mai».

Dopo avere lasciato Sassari Enrica Bonaccorti tornò anni dopo nell’isola con la sua prima tournée teatrale. «Sarei dovuta andare a Cagliari, ma io partii il giorno prima della compagnia, affittai una macchina a Fertilia e andai a Sassari. Lentamente feci un giro per le strade, passai per i posti che conoscevo, guidavo e piangevo come in un vecchio film melenso, poi presi la Carlo Felice e raggiunsi il resto della compagnia a Cagliari. Avevo vent’anni, erano passati solo 5 anni dalla mia partenza, ma era cambiata tutta la mia vita. Papà scomparso all’improvviso e io che lavoravo in teatro».
Negli anni successivi Enrica Bonaccorti è tornata spesso in Sardegna, spesso in vacanza in Gallura, poi la paura dell’aereo l’ha costretta a smettere di viaggiare. Ma il suo sogno, che purtroppo rimarrà solo un sogno, era quello un giorno di tornare nella sua Sassari.

«Purtroppo non prendo più l'aereo e la nave con riluttanza, ma ho una gran voglia di tornare Sardegna. Ai tempi, l’estate la passavo ad Alghero, l’ultima volta ero a Capo Coda Cavallo ospite di amici che, beati loro, hanno casa proprio davanti al mare più bello del mondo. Chissà... comunque, se vengo in Sardegna, una tappa sarà sicuramente nella mia Tattari! Avvidezzi».

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