Capre al pascolo su terreni vista mare, l’agri-influencer Beatrice Foddis: «Racconto la pastorizia sui social»
L’imprenditrice 27enne ha conquistato gli Oscar green di Coldiretti
Tertenia Pascolano beate le pecore e le capre nel verde delle montagne, tra rosmarino, timo, arbusti e le erbe spontanee della macchia mediterranea. Mangiano “avide”, si godono il pomeriggio soleggiato e pure il tramonto. «Nella parte più in alto vedono anche il mare», dice Beatrice Foddis, 27enne titolare dell’azienda agricola Foddis di Tertenia e proprietaria del bestiame.
Un dettaglio, quello del pascolo nella macchia mediterranea che introduce la sua idea di allevamento che si accompagna anche ad un altro concetto non scontato nel panorama agro-pastorale: l’utilizzo di razze autoctone. E tutto si riflette nel latte e nel formaggio, più saporiti, più nutrienti, capaci di parlare del territorio.
Beatrice, però, si è fatta notare anche per un altro motivo: le pratiche pastorali ha iniziato a raccontarle sui social, mostrando il connubio tra identità e innovazione, ma anche il fascino dell’Ogliastra. Questo gli è valso l’Oscar green regionale 2025 di Coldiretti e l’argento nel concorso nazionale 2026. In più, è anche un esempio di imprenditoria femminile in un settore da sempre a maggioranza maschile.
L’identità e il racconto social
«L’azienda è nata 40 anni fa con l’allevamento caprino sardo – racconta Beatrice – per volontà di mio zio e mio padre. Oggi la gestisco io insieme a mio padre, ma ci aiuta anche mio fratello». Una scelta fatta per passione e portata avanti sulla base dei valori che le sono stati tramandati. «Mio padre lo ha sempre fatto e per me è stato naturale proseguire. E una cosa l’ho capita: non bisogna mai perdere la propria identità, nemmeno seguendo l’innovazione». Un’identità che all’azienda agricola Foddis, che ora conta 280 capre, 50 pecore e 10 maiali, ha due punti fermi: il pascolo e l’allevamento di razze autoctone. «Il mio progetto è insolito – spiega – il bestiame, che solitamente viene tenuto nelle stalle, lo facciamo pascolare, è allo stato brado, e, soprattutto, usiamo razze sarde. L’animale deve stare bene nel suo territorio. Diversamente potrebbe rimetterci l’azienda stessa». E infatti eccole le capre che si rilassano al sole dopo la mungitura o che pascolano su terreni vista mare.
Tutto questo fa parte anche del racconto social di Beatrice, capace con scatti e video di catapultare l’osservatore all’interno di quel mondo. «La scelta social l’ho fatta per raccontare questa realtà e l’Ogliastra – spiega – ma soprattutto per sensibilizzare il consumatore sul prodotto che trova al banco. Un prodotto che arriva dalla lavorazione del latte crudo, dove non sono presenti additivi e da cui emerge il rispetto delle stagioni e di ciò che il pascolo offre». Prodotti come ricotta salata fatta a straccio in maniera tradizionale o forme di formaggio caprino tutte impilate e “coccolate con olio d’oliva”. «Molti – continua sorridendo – sono anche incuriositi dal fatto che sono donna. Nel mondo agropastorale siamo figure un po’ screditate».
Oscar green e progetti futuri
Intanto, però, Beatrice, ieri, venerdì 14 marzo, ha conquistato il secondo posto agli oscar Green Coldiretti nella categoria agri-influencer. Ma non solo è diventata anche la delegata dei giovani Coldiretti per la provincia Nuoro-Ogliastra e parla di una realtà vivace. «Io non ho mai pensato di lasciare la Sardegna e l’agricoltura, nonostante due più due non faccia mai quattro – dice – E ci sono tante realtà come la mia, come i produttori di vino. In questa zona il ricambio generazionale c’è: siamo la prima provincia al livello nazionale per numero di giovani».
E a proposito del territorio, Beatrice ha in mente diversi progetti per il futuro. «Ho già iniziato un percorso di fattoria didattica perché penso che i bambini possano insegnare qualcosa ai propri genitori. E poi – conclude – vorrei creare anche dei percorsi turistici perché credo che in un territorio rurale come questo possa esserci sinergia tra agricoltura e turismo».
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