Lo scultore sotto sfratto lotta per restare all’Asinara, il Parco: «Per noi conta la legge»
Enrico Mereu da oltre quarant’anni abita a Cala d’Oliva e annuncia: «Mi incatenerò». A Budelli la vicenda simile di Mauro Morandi, mandato via nel 2021 dopo 32 anni
Sassari Per l’occasione, torna utile “La grazia” di Paolo Sorrentino e il dilemma continuo del Toni Servillo presidente della Repubblica: se affidarsi alla durezza della legge o far subentrare i sentimenti. Sul tavolo c’è il futuro di Enrico Mereu, ex sottufficiale penitenziario, scultore del legno e della pietra, conosciuto come «l’unico abitante dell’Asinara» che, dopo più di quarant’anni, ora sembra vicino a dover lasciare. «Vogliono sfrattarmi, ma senza l’isola sono morto», lamenta pubblicamente. Loro, qui non c’entra Sorrentino, sono i dirigenti degli uffici regionali della Conservatoria delle coste. Lì da dove sarebbe partita la notifica di sfratto. C’è un fatto oggettivo: un’occupazione illegittima, una residenza non regolarizzata in una struttura di proprietà della conservatoria. Poi c’è la storia che conquista turisti e affezionati dell’Asinara: un uomo che ha scelto Cala d’Oliva come luogo del cuore, a cui si è legato prima per lavoro e poi, chiuso il carcere, insieme alla famiglia. «Se vogliono farmi lasciare la mia casa, sono pronto a incatenarmi».
La Conservatoria
Nessuno vuole portare avanti un provvedimento ad personam, assicura però la direttrice dell’agenzia di salvaguardia e tutela delle aree costiere, Maria Elena Dessì. L’agenzia non conferma l’invio della notifica di sfratto. Si parla, piuttosto, di un piano in fase di realizzazione con interventi e azioni per la valorizzazione e la tutela dell’isola dell’Asinara da sottoporre all’approvazione della giunta regionale. Rientrerebbe dunque qui la definizione, una volta per tutte, della situazione abitativa dell’artista, divenuto celebre al grande pubblico. Qualche anno fa il canale youtube “The Pillow” ha raccontato la sua storia in due episodi; nel 2024 è uscito addirittura un film, “Fuori dal mondo”.
Il Parco nazionale
Dal Parco nazionale dell’Asinara, il presidente Gianluca Mureddu riflette: «Non metto in discussione il prezioso contributo artistico che Enrico Mereu ha dato all’Asinara e rispetto e comprendo il suo amore per l'isola. Detto questo, non posso che affermare di essere dalla parte della legge: ho appreso dalla stampa di una possibile notifica di sfratto e, qualora fosse vero, immagino che la Regione abbia riscontrato delle criticità di tipo amministrativo di cui tuttavia non sono a conoscenza».
Il caso Budelli
Da consigliere del direttivo del Parco nazionale di La Maddalena, Mureddu ha vissuto un caso simile, quello di Mauro Morandi. Nel 1989 arrivato a Budelli come custode per conto della società che possedeva l’isola, quando è passata al patrimonio pubblico dell’ente ha dovuto lasciarla, nel 2021. Dopo 32 anni da unico abitante fisso di quel paradiso. Un po’ Robinson Crusoe, un po’ rapiti da una vita lontana dalle corse, dai rumori e dalle inutilità del contesto urbano.
L’ultimo custode
Nelle isole, come sull’Asinara, rimane l’essenziale. Lo sa bene anche Gianmaria Deriu, «l’ultimo custode», ispettore penitenziario con la missione di sorvegliare i detenuti del supercarcere. Poi il rapporto stretto con Paolo Borsellino e Giovanni Falcone. Poi i tempi che cambiano ma la voglia di rimanere. E infatti anche Deriu è lì, tutti i giorni dell’anno dagli anni ’80, con residenza nel vecchio Palazzo Reale, come custode. Gli artisti, si sa, obbediscono più alle leggi del cuore che a quelle scritte e infatti la situazione di Enrico Mereu si è sempre mossa tra la residenza ufficiale e il rapporto altalenante con la Regione. «Nel 2004 volevano sfrattarmi e mi incatenai a Cala d’Oliva per 23 giorni», ha raccontato. Oggi potrebbe essere arrivato il momento di abbandonare la sua residenza, dove ha creato in legno un angolo suggestivo, affacciato sul mare, con il banco da lavoro e dove circondarsi di opere. «Non chiedo soldi a nessuno, voglio continuare a vivere qui, fare arte e portare avanti iniziative sociali».
