Foto, video e giro d’affari su Onlyfans: la miniera d’oro dei creator senza veli attira il Fisco – ecco perché
Accertamenti su oltre 45mila professionisti dell’intrattenimento per adulti
Sassari Più donne, il 60% sotto i 25 anni, che uomini: il numero dei creator italiani che hanno aperto il loro profilo su Onlyfans sfondano il tetto degli 85mila con guadagni stratosferici che fanno registrare un giro d’affari che vola fino ai 110 milioni di dollari. Sesso e soldi, il binomio fa incassare e tanto, così tanto che ora si sta accendendo il faro dell’Agenzia delle entrate.
Secondo i dati di OnlyGuider, l’Italia si posiziona al decimo posto del mercato globale. Tanto che alcuni creator italiani hanno abbandonato il regime forfettario trasformandosi in vere e proprie realtà societarie.
La piattaforma che permette di vendere contenuti foto e video per adulti ha 1,4 miliardi di ricavi e 377 milioni di iscritti. Ragazze nude in pose ammiccanti, fra loro anche future mamme col pancione in mostra nella foto senza veli. Un’economia dai guadagni facili che sforna professioniste e professionisti a tempo pieno. Ma fra utenti, ricavi e tasse, la domanda nasce spontanea: quanto vale oggi l’industria dei contenuti hard personalizzati nel nostro paese?
OnlyFans, i guadagni dei creator made in Italy
Secondo l’analisi condotta dalla tech-company Fiscozen oggi il fatturato medio si è assestato sui 24.567 euro annui, in calo rispetto al passato. Il motivo? Il mercato sta diventando sempre più affollato e competitivo. La maggioranza dei creator (il 62%) incassa meno di 25mila euro l’anno.
Solo una ristrettissima cerchia di top creator supera invece la soglia degli 85mila euro. In questo caso, l’attività impone l’uscita dal regime fiscale agevolato per le piccole partite IVA e il passaggio al regime ordinario, spingendo i profili più alti a strutturarsi come vere e proprie società.
L’identikit del creator italiano
Il 75% dei creator su OnlyFans, in Italia, è donna. Nonostante la crescita di profili maschili (spesso legati al fitness o al lifestyle) e di coppie, la piattaforma rimane un mondo dove il genere femminile detiene il comando e la maggior capacità di spesa degli utenti.
La fascia d’età più rappresentata è quella che va dai 26 ai 35 anni (circa il 59% del totale), mentre il 26% ha meno di 25 anni.
Il nodo fiscale: regime forfettario e “tassa etica”
La tassa etica sulla produzione di materiale pornografico si applica anche alle Partite Iva in regime forfettario, oltre che al semplificato e all’ordinario. Stabilire se un contenuto sia da considerare pornografico, invece, sembra dipendere in parte da chi lo produce e in parte dall’Agenzia delle Entrate, che valuterà caso per caso. Lo ha comunicato la stessa Agenzia delle Entrate pubblicando la risposta a un quesito presentato dalla tech company Fiscozen che chiedeva chiarimenti sull’applicazione al forfettario della tassa etica, sui criteri di calcolo e su cosa viene considerato pornografia.
La “tassa etica” è un’imposta aggiuntiva del 25% calcolata sui redditi legati alla produzione, distribuzione, vendita e rappresentazione di materiale pornografico. Si applica a chi ha un reddito d’impresa, agli esercenti arti e professioni, alle società di persone e assimilati. Per materiale pornografico, come specificato nella risposta dell’Agenzia degli esperti fiscali Marina Tarallo e Fabio Barbati, si intendono «i giornali e ogni opera teatrale, letteraria, cinematografica, audiovisiva o multimediale, anche realizzata o riprodotta su supporto informatico o telematico, in cui siano presenti immagini o scene contenenti atti sessuali espliciti e non simulati tra adulti consenzienti».
Si spazia quindi dalle piattaforme come Onlyfans alla letteratura, dai video con attori professionisti agli ormai superati giornali in edicola. Secondo una stima di Fiscozen, prendendo in esame i circa 85.000 creator digitali italiani attivi sulla sola Onlyfans, l’estensione della tassa sui redditi dei forfettari potrebbe comportare da oggi accertamenti dell’Agenzia delle Entrate su oltre 45mila professionisti dell’intrattenimento per adulti, il 53% circa del totale. Il restante 47% è in regime semplificato o inquadrato come società ed è sempre stato considerato soggetto di questa tassazione extra fin dalla sua introduzione nel 2006.
