Chef stellati, abusi e pressioni in cucina: René Redzepi si dimette dal celebre Noma – ecco che cosa è successo
Il fondatore del ristorante di Copenhagen più volte eletto “migliore del mondo” lascia dopo le pesanti accuse e l’inchiesta del New York Times
Dopo le testimonianze di 35 ex-dipendenti del ristorante: «Andare al lavoro sembrava andare in guerra», ecco che lo chef ammette: «Non gestivo la pressione. Ora ho fatto terapia. Non posso cambiare chi ero, ma me ne assumo la responsabilità». Il terremoto in cucina è arrivato dopo l’inchiesta del New York Times, così nella notte tra mercoledì 11 e giovedì 12 marzo, alla vigilia del debutto del pop-up di Los Angeles, Rene Redzepi ha annunciato su Instagram le sue dimissioni dal Noma di Copenhagen, il ristorante da lui stesso creato nel 2003.
«Le ultime settimane», spiega nel testo sotto al post del social, «hanno portato attenzione e conversazioni importanti sul nostro ristorante, la nostra industria e la mia leadership del passato. Ho lavorato per essere un leader migliore e Noma ha compiuto grandi passi avanti per trasformare la cultura negli anni. Riconosco che questi cambiamenti non aggiustano il passato. Le scuse non bastano, mi assumo la responsabilità delle mie azioni.
Il discorso davanti alla brigata
«Dopo oltre vent'anni dedicati alla costruzione e alla guida di questo ristorante, ho deciso di farmi da parte e lasciare che i nostri straordinari leader guidino il ristorante verso il suo prossimo capitolo. Mi sono anche dimesso dal consiglio di amministrazione di MAD, l'organizzazione no-profit che ho fondato nel 2011».
«Per chiunque si chieda cosa questo significhi per il ristorante – scrive lo chef – vorrei dirlo chiaramente: il team di Noma oggi è più forte e stimolante che mai. Siamo aperti da 23 anni e sono incredibilmente orgoglioso delle nostre persone, della nostra creatività e della direzione che Noma sta prendendo.
Questo team continuerà a lavorare insieme durante la nostra residenza a Los Angeles, che sarà un momento importante per mostrare ciò per cui hanno lavorato e per accogliere gli ospiti in un'esperienza davvero speciale. La missione di Noma per il futuro è continuare a esplorare nuove idee, scoprire nuovi sapori e immaginare cosa potrà diventare il cibo tra qualche decennio. Noma è sempre stato più grande di qualsiasi singola persona. E questo nuovo passo onora tale convinzione». Firmato: René.
