La Nuova Sardegna

L’allarme

Prezzi carburante alle stelle, autotrasportatori al collasso: «Obbligati a rifiutare i lavori»

Prezzi carburante alle stelle, autotrasportatori al collasso: «Obbligati a rifiutare i lavori»

Dopo la denuncia di Confartigianato: «La speculazione ha annullato i benefici»

3 MINUTI DI LETTURA





Sassari Prima i numeri, freddi. Poi le voci, che li rendono reali. Perché dietro il +18,9% del gasolio, dietro i margini azzerati, dietro il rischio paralisi, ci sono aziende che continuano a lavorare ogni giorno. E che oggi si trovano davanti a una domanda semplice e brutale: quanto possiamo resistere così? Nieddu Trasporti. A raccontare la specificità e la gravità della situazione sarda è Lavinia Nieddu, della Nieddu Trasporti. «Sì, è verissima questa situazione. Il taglio delle accise è stato uno spot, ha funzionato forse per pochi giorni. Poi i prezzi sono tornati a salire». Ma il punto, spiega, è che la Sardegna non gioca la stessa partita del resto d’Italia. «I trasportatori italiani soffrono, ma quelli sardi sono una categoria a parte. Noi abbiamo il doppio balzello: l’ETS e l’aumento del carburante delle navi». Un doppio costo che pesa tutto sulla logistica di un’isola.

«Non è solo il gasolio su strada. È il biofuel delle navi, è il costo dell’armatore. E questo si somma all’Ets, che esiste da anni ma senza soluzioni concrete». Il risultato è un sistema sotto pressione continua. «I costi sono sostenibili solo se riusciamo a scaricarli sui clienti. Ma non sempre è possibile. Anche loro subiscono questi aumenti, spesso all’improvviso». E da qui nasce un effetto a catena. «È un effetto domino, sì. Parte da noi, ma arriva a tutti». Il punto più critico, però, è un altro: l’incertezza. «È uno dei momenti più difficili, insieme al Covid. Ma almeno allora sapevamo che sarebbe finita. Oggi no. Non si vede una prospettiva, e questo blocca tutto: investimenti, programmazione, fiducia».

Lucianu Trasporti. Se Nieddu descrive il sistema, Stefano Luciano, della Luciano Trasporti, racconta cosa succede quando quel sistema comincia a cedere. «L’incidenza del carburante è almeno del 10% sul nolo su strada», spiega. «E con tutti gli altri aumenti, i margini sono già ridottissimi. Questa è la botta finale». Il rischio non riguarda solo le imprese di trasporto, ma le merci stesse.«Dalla Sardegna partono molte merci “povere”, con poco valore aggiunto. Con questi costi non hanno più modo di muoversi». È un passaggio chiave: non è solo più caro trasportare, è che alcuni trasporti diventano impossibili. «Caro traghetto, caro combustibile… siamo alla canna del gas». A differenza del periodo Covid, questa crisi ha una natura diversa. «Durante il Covid era pesante perché le attività erano ferme. Oggi invece il problema sono i rincari, improvvisi e fuori controllo». E soprattutto manca un orizzonte. «Non sappiamo quando finirà. Viviamo alla giornata, sperando che la situazione si normalizzi. Ma così è difficile andare avanti». Fino a un punto limite. «Molti stanno lavorando a guadagno zero. Ma così non si va avanti, ci si incasina e basta».

Sistu Trasporti. Ancora più diretta è la testimonianza di Roberto Sistu, della Sistu Trasporti. «Stiamo lavorando praticamente senza guadagnare niente. Andiamo avanti perché abbiamo i clienti, non possiamo abbandonarli». Il problema, dice, è la velocità degli aumenti. «È tutto successo insieme, di colpo. Non hai nemmeno il tempo di organizzarti, di rivedere le tariffe, di parlare con i clienti». E quando i costi salgono così velocemente, l’unica strada è trasferirli.«Se vogliamo sopravvivere dobbiamo aumentare i prezzi. Ma non sappiamo fino a che punto sarà possibile». Nel frattempo, le aziende iniziano a fare scelte drastiche. «Molti lavori li stiamo rifiutando. Non si può lavorare in perdita». E il confronto con altre realtà europee aumenta il senso di squilibrio. «Io viaggio anche in Corsica. È un’isola come la Sardegna, ma lì questa situazione non c’è. Ho fatto il pieno lì, perché costa meno». (lu.so.)

Primo Piano
La storia

Dal dolore per la perdita del papà morto di Covid alla rinascita: Mario e Giacomo Pais aprono il terzo negozio

di Nicola Nieddu
Le nostre iniziative