Covid, variante Cicada sotto osservazione: sfugge ai vaccini – Cosa sappiamo
La BA.3.2, discendente di Omicron, è monitorata per l’elevato numero di mutazioni sulla proteina Spike
Roma L’ombra del Covid torna a far discutere gli esperti, che guardano con attenzione alla variante BA.3.2, soprannominata “Cicada”. A far scattare l’allerta sono soprattutto gli Stati Uniti, dove il ceppo si starebbe diffondendo e dove viene seguito per la sua possibile capacità di sfuggire almeno in parte ai vaccini attuali.
Una variante sotto osservazione
Secondo quanto riferito dagli esperti, non ci sono al momento segnali che Cicada provochi forme di malattia più gravi rispetto alle varianti che hanno caratterizzato l’inverno 2025-2026. A preoccupare è invece la velocità con cui si starebbe muovendo e il profilo genetico molto diverso rispetto ai ceppi predominanti del Sars-CoV-2. BA.3.2 appartiene comunque alla famiglia Omicron, ma presenta tra 70 e 75 modifiche genetiche sulla proteina Spike, cioè la parte del virus che consente l’ingresso nelle cellule umane e che rappresenta anche il bersaglio dei vaccini. Proprio questa distanza rispetto ai lignaggi più diffusi spinge gli specialisti a monitorarla con particolare attenzione.
Dalla scoperta alla diffusione
La variante sarebbe stata individuata per la prima volta a novembre, in un campione respiratorio raccolto in Sudafrica. Il suo percorso sarebbe poi proseguito nel 2025, fino ad arrivare, nel febbraio 2026, a una presenza segnalata in 23 Paesi. Negli Stati Uniti il primo caso sarebbe stato rilevato in un viaggiatore arrivato nel giugno 2025. Da quel momento il virus sarebbe stato rintracciato sia in pazienti sia nei sistemi di trattamento delle acque reflue di 29 Stati americani.
Il nodo dei vaccini
Gli attuali vaccini anti-Covid sono stati progettati e aggiornati sulle varianti più comuni in circolazione, in particolare sul lignaggio JN.1. Il punto critico, secondo gli esperti, è che BA.3.2 non avrebbe ancora circolato in modo significativo nella popolazione e allo stesso tempo sarebbe abbastanza diversa dalla famiglia JN.1 da rendere più difficile il riconoscimento da parte del sistema immunitario. Questo non significa, però, che la vaccinazione sia inutile. Le evidenze disponibili continuano infatti a indicare che i vaccini possono ridurre ricoveri e decessi Covid. L’eventuale vantaggio della variante starebbe piuttosto nella capacità di infettare più facilmente un numero maggiore di persone, con il rischio di favorire nuovi picchi di casi.
Pregliasco: «Possibili contagi anche in Italia»
Il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano, sottolinea che la presenza di nuove varianti non è una sorpresa. Secondo il medico, come riferisce il quotidiano La Repubblica, il Sars-CoV-2 resterà endemico per anni e continuerà a circolare, come già avviene con altri coronavirus diventati stabili nella popolazione. Pregliasco osserva che ogni nuova variante presenta elementi di immunoevasione e che Cicada potrebbe generare ondate di contagi non necessariamente legate alla stagionalità. Quanto all’arrivo in Italia, la possibilità viene considerata probabile alla luce dei collegamenti internazionali e dei viaggi.
I richiami e le misure di prudenza
Sul fronte della prevenzione, Pregliasco evidenzia che l’ipotesi di vaccinazioni ogni sei mesi non sarebbe praticabile per tutta la popolazione, se non per le persone più fragili. La linea indicata resta però quella della protezione, perché il richiamo vaccinale riattiva il sistema immunitario. Per questo un richiamo annuale viene ritenuto consigliabile, possibilmente insieme alla campagna contro l’influenza. Accanto ai vaccini, restano centrali anche le misure di contenimento del contagio: proteggere anziani, cronici e fragili, restare a casa in presenza di sintomi, curare l’igiene delle mani e mantenere la distanza dagli altri.
