Caso Equalize, chiuse le indagini: tra gli 80 indagati anche Del Vecchio e il fratello di Filippo Tortu
Tra le presunte vittime Bobo Vieri, Fabrizio Corona, Selvaggia Lucarelli, Sonia Bruganelli e Ricky Tognazzi
Milano La Procura di Milano ha chiuso le indagini sull’inchiesta che da ottobre 2024 riguarda Equalize, l’agenzia investigativa riconducibile a Enrico Pazzali, allora presidente di Fondazione Fiera Milano. L’indagine ruota attorno a presunti accessi abusivi a sistemi informatici, consultazioni illegali di banche dati istituzionali e rivelazione di informazioni riservate su 650 tra persone e società.
Tra gli episodi emersi c’è anche quello che riguarda Marcell Jacobs. Tra gli indagati figura Giacomo Tortu, fratello di Filippo Tortu, accusato di aver commissionato nel 2021, per 10 mila euro, ricerche sui telefoni del campione olimpico e del suo staff nel tentativo di trovare elementi riconducibili a sospetti di doping. Filippo Tortu è estraneo ai fatti e non risulta indagato.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, per i pm tra i clienti ritenuti consapevoli delle modalità con cui Equalize reperiva informazioni ci sarebbero, oltre a Pazzali, circa 80 persone tra imprenditori, manager, banchieri, avvocati e dirigenti di grandi gruppi.
Nell’agenzia gli investigatori individuano come figure centrali dell’operatività Carmine Gallo, ex poliziotto morto il 9 marzo 2025, e Nunzio Samuele Calamucci, che successivamente ha collaborato con i magistrati. Nell’inchiesta sono 19 le persone a cui viene contestata l’ipotesi di associazione per delinquere.
Tra i nomi coinvolti compaiono l’imprenditore Leonardo Maria Del Vecchio, per controlli su una ex compagna e per verifiche patrimoniali legate alla contesa ereditaria dopo la morte del fondatore di Luxottica, e i banchieri Matteo e Fabio Arpe, in relazione ad accertamenti su un conto della compagna del padre scomparso.
Nell’inchiesta compare anche Stefano Speroni, responsabile della divisione affari legali di Eni, per ricerche sui rapporti tra l’imprenditore Francesco Mazzagatti e Piero Amara. Vengono inoltre citati manager di Erg, Heineken, Number 1 e Barilla, in relazione a verifiche su dipendenti e lavoratori, fino all’ipotesi di intercettazioni abusive attraverso il software Teramind. Le società, al momento, non risultano indagate come persone giuridiche, ma le loro posizioni sono all’esame della Procura.
Tra gli altri indagati figurano anche il costruttore Lorenzo Sbraccia e Fulvio Pravadelli, ex amministratore delegato di Publitalia e direttore della Veneranda Fabbrica del Duomo. Nel fascicolo compaiono anche professionisti del settore legale, ai quali viene contestata la consapevolezza delle modalità illecite con cui l’agenzia avrebbe operato.
I magistrati Francesco De Tommasi ed Eugenio Fusco, insieme ai colleghi della Procura nazionale Barbara Sargenti e Antonello Ardito, contestano inoltre a Cosimo Di Gesù, generale della Guardia di Finanza e oggi alla guida dell’Accademia di Bergamo, ricerche effettuate nel marzo 2020 su nove società indicate da Pazzali.
L’impianto accusatorio descrive Equalize come una struttura organizzata per ottenere illegalmente dati riservati attraverso appartenenti alle forze dell’ordine e alla Guardia di Finanza che avrebbero sfruttato l’accesso alle banche dati per finalità estranee al servizio.
Dalle verifiche sulle interrogazioni abusive nelle banche dati emergono anche i nomi di numerose persone finite nei dossier illegali. Tra questi compaiono Bobo Vieri, Fabrizio Corona, Selvaggia Lucarelli, Sonia Bruganelli, Ricky Tognazzi, l’amministratore delegato di Ferrovie Antonio Donnarumma, il vicepresidente Sea ed ex consigliere di Leonardo-Finmeccanica Pierfrancesco Barletta, oltre all’archistar e presidente della Triennale di Milano Stefano Boeri e alla direttrice generale Carla Morogallo.
