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Economia

Transizione 5.0: sbloccati i fondi per le imprese escluse – Ecco la procedura di recupero

Transizione 5.0: sbloccati i fondi per le imprese escluse – Ecco la procedura di recupero

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il provvedimento correttivo che sblocca i crediti

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Buone notizie per le imprese: il Decreto Energia rifinanzia il Piano Transizione 5.0. Grazie a nuovi fondi, anche le aziende escluse dopo aver pianificato investimenti in tecnologia e sostenibilità per il 2025 potranno accedere al credito d’imposta. Non solo si sbloccano le domande in attesa, ma le percentuali del bonus sono state migliorate, evitando i tagli che si temevano inizialmente.

Transizione 5.0: fondi salgono a 1,5 miliardi

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, d’intesa con il viceministro dell’Economia Maurizio Leo e il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, ha annunciato una soluzione definitiva per lo sblocco degli investimenti verdi e digitali. Il governo non solo ha ripristinato l’intera dotazione di 1,3 miliardi di euro prevista dalla manovra (precedentemente ridotta a 537 milioni nel decreto fiscale), ma ha aggiunto ulteriori 200 milioni di euro provenienti dal MIMIT. Lo stanziamento totale raggiunge così 1,5 miliardi di euro, una cifra destinata a coprire le circa 7.000 domande relative agli investimenti del 2025 rimaste sospese.

Credito di imposta, quanto spetta

Il potenziamento delle risorse ha permesso una revisione al rialzo delle aliquote rispetto alle precedenti ipotesi. Nel dettaglio, il governo ha optato per un criterio di rideterminazione proporzionale. Il credito d’imposta spettante per l’anno 2026 non sarà forfettario, ma è stato fissato all’89,77% dell’importo teoricamente spettante. Se un’azienda aveva diritto a 100.000 euro di credito, ne riceverà effettivamente 89.770 euro.

Come ottenere il credito di imposta

Le imprese che hanno già inoltrato la domanda per Transizione 5.0, pur senza aver ancora ricevuto il credito, non dovranno ripresentare l'istanza. Il sistema recupererà automaticamente le richieste in lista d'attesa per il 2025, rispettando l'ordine cronologico originale. Alle aziende basterà accedere all'area riservata del portale GSE per consultare la nuova comunicazione sull'importo spettante e procedere poi all'utilizzo del credito in compensazione tramite F24

Istruzioni per chi è in lista d'attesa

Il riavvio del Piano 5.0 non esenta le aziende da controlli tecnici rigorosi. Monitorare la propria area riservata sul portale GSE sarà fondamentale: entro maggio 2026 andrà certificata la chiusura dei lavori o il pagamento del 20% di acconto. Senza la certificazione finale dei requisiti energetici, il beneficio non sarà sbloccato per la compensazione.

Dal Credito d'imposta all'Iper-ammortamento

Il 2026 segnerà il passaggio da una misura europea (PNRR) a una nazionale. Esaurito il credito d'imposta 5.0, il futuro sarà l'iper-ammortamento. Con una maggiorazione che potrebbe toccare il 220% per i beni strumentali ad altissimo contenuto tecnologico e green. Mentre il credito d’imposta degli anni passati agiva come un bonus immediato per pagare le rate degli F24, l’iper-ammortamento permette alle aziende di aumentare virtualmente il valore del bene acquistato nelle proprie scritture contabili. In pratica, se un macchinario costa 100.000 euro, l’impresa può dedurre dalle tasse una cifra molto più alta, abbattendo sensibilmente l’utile imponibile. 

Il credito d’imposta 5.0 è legato ai fondi PNRR (che scadono nel 2026), mentre l’iper-ammortamento sarebbe una misura nazionale. Il passaggio tra i due strumenti non è solo una scelta, ma una necessità legata alla fine dei fondi europei

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