Spese universitarie, quanto si può detrarre nella dichiarazione dei redditi 2026: tutti gli importi
Fissati i limiti di spesa detraibili per gli atenei non statali: soglie diverse per area di studio e zona geografica
Roma Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca del 30 dicembre 2025 sono stati fissati i nuovi limiti di spesa detraibili per chi frequenta università non statali. Il provvedimento riguarda le spese sostenute nel 2025 e troverà applicazione nella dichiarazione dei redditi 2026.
Come funziona la detrazione
La regola di riferimento è quella prevista dal Tuir per le spese di istruzione universitaria: dall’Irpef si può detrarre il 19 per cento di tasse e contributi di iscrizione. L’agevolazione spetta sia allo studente sia al familiare che sostiene la spesa, se lo studente è fiscalmente a carico. Per le università statali la detrazione si calcola sull’intera somma versata. Per gli atenei non statali, invece, il beneficio fiscale si applica entro limiti massimi stabiliti ogni anno dal Ministero, sulla base degli importi medi richiesti dagli atenei pubblici.
Le soglie per lauree e corsi a ciclo unico
Anche per il 2025 i tetti cambiano in base a due parametri: l’area disciplinare del corso e la zona geografica in cui ha sede l’università, distinta tra Nord, Centro, Sud e Isole. Per i corsi di laurea, laurea magistrale e laurea magistrale a ciclo unico, i limiti di spesa detraibile sono questi: area medica fino a 3.600 euro al Nord, 2.900 al Centro e 2.650 al Sud e nelle Isole; area sanitaria fino a 4.100 euro al Nord, 3.100 al Centro e 3.050 al Sud e nelle Isole; area scientifico-tecnologica fino a 3.700 euro al Nord, 2.900 al Centro e 2.600 al Sud e nelle Isole; area umanistico-sociale fino a 3.200 euro al Nord, 2.750 al Centro e 2.550 al Sud e nelle Isole.
I limiti per master, dottorati e specializzazioni
Il decreto disciplina anche i corsi post-laurea. Per dottorati di ricerca, scuole di specializzazione e master universitari di primo e secondo livello gli importi massimi detraibili sono fissati in 4.100 euro per gli atenei del Nord, 3.100 euro per quelli del Centro e 3.050 euro per quelli del Sud e delle Isole.
La voce che resta fuori dai tetti
Ai limiti fissati dal decreto si può aggiungere la tassa regionale per il diritto allo studio. Questa voce, infatti, non rientra nei massimali stabiliti annualmente dal Mur e può essere portata in detrazione a parte.
