Vinitaly, Sardegna presa d’assalto: padiglione sold out e Cannonau protagonista
Folla già all’apertura a Verona: degustazioni esaurite, 110 aziende presenti e riflettori su vitigni autoctoni e nuove strategie per conquistare i giovani
Verona Folla già nella giornata di apertura della 58esima edizione del Vinitaly. Preso d’assalto anche il padiglione 8, dedicato all’isola, che ha intitolato così la sua partecipazione al Salone veronese: «Sardegna, infinito sorso di bellezza». La delegazione sarda, 80 cantine, gravita attorno allo spazio istituzionale dedicato agli eventi e al grande bancone in cui operano i sommelier della delegazione sarda dell’Ais. In totale però le aziende isolane che partecipano alla rassegna sono 110 con le altre ospitate prevalentemente nei padiglioni 6 e 7.
L’esordio
Prima giornata già densa di appuntamenti nel salone istituzionale. L’interesse per i vini sardi è alto. È infatti seminari, conferenze stampa e degustazioni hanno registrato il tutto esaurito, come del resto sarà anche nelle prossime giornate. Per trovare una sedia libera bisogna mettersi in lista d’attesa e sperare nel forfait di qualcuno che si è prenotato. Nei seminari di ieri a farla da padrone sono stati in particolare gli abbinamenti dei vini isolani con i formaggi sardi, e il vitigno sardo per eccellenza, il Cannonau. Successo per l’appuntamento “Il Tempo del vino” condotto dal giornalista del Gambero rosso Giuseppe Carrus con Matteo Gallello e Jacopo Cossater della rivista cartacea Verticale. I vini in abbinamento con i formaggi presentati da Michele Cherchi, uno dei massimi esperti del settore, sono stati il Mandrolisai Antiogu di Fradiles, il Cannonau Terra Rubia, il Cannonau Dule di Gannas, il Carignano Terre Brune di Santadi, il Vermentino Postraia di Tenute Gregu e il Vermentino Nozzinnà della Cantina Lì Duni di Badesi. «La Sardegna è un’isola e questo – hanno spiegato i tre relatori – ha consentito che il patrimonio ampelografico si conservasse benissimo, tramandando specificità uniche nei vini prodotti in tutta la regione. Il parco di uve autoctone è la vera forza del territorio».
Gli abbinamenti
Nel pomeriggio secondo appuntamento con il seminario «Nuove forme: vini sardi per formaggi in evoluzione». Alle proposte dell’esperto Michele Cherchi sono arrivati gli abbinamenti di Antonio Furesi e Roberto Dessanti, presidente in carica ed ex presidente dell’Ais Sardegna. «Le varietà sarde – hanno sottolineato Furesi e Dessanti – vanno da quelle prettamente autoctone come il Cannonau su tutti, a vitigni che sono arrivati da fuori e si sono ben adattati come il Torbato, la cui superficie vitata nella zona di Alghero è ormai la più ampia al mondo. In ogni caso le diverse interpretazioni nella lavorazione dei vini consentono di allargare sempre più la possibilità di abbinamenti». Così anche in questo caso ai formaggi di Samugheo Entula e a quello a crosta lavata di San Nicolò Gergei sono stato abbinati due bianchi: il blend Santadi Villa di Chiesa e l’Al sol brilla di Contralta. Al formaggio pecorino di Olbia con l’aggiunta di vinacce di Cannonau nella crosta ecco il rosso Antiggu della cantina Nuraghe Crabioni. All’erborinato da latte di capra Froriu di Dorgali è stato invece abbinato il passito da Cannonau Dionisi della Cantina di Oliena.
Il progetto
Molto partecipato il seminario dedicato al “Cannonau vino giovane”: un progetto di Sardegna Ricerche che indica come trovare nuove strade per comunicare alle nuove generazioni il vino. Che si è avvalso anche delle idee di diversi giovani. L’iniziativa è stata aperta dall’assessore regionale all’agricoltura, Francesco Agus, che ha sottolineato il lavoro di Sardegna ricerche perché «il ruolo dei giovani anche in questo settore è fondamentale. Chiaramente il bere sano è al centro dei ragionamenti ma al tempo stesso abbiamo pensato di far esprimere i giovani intorno a un vino rappresentativo dell’isola, il Cannonau». I giovani coinvolti nella fase finale del progetto hanno in effetti tirato fuori idee molto interessanti e fatto capire che il Cannonau presentato in modo moderno, magari come spumante vinificato in bianco, come già fa la cantina di Castiadas, o addirittura come spumante rosé in lattina, come proposto scherzosamente ma non troppo dai ragazzi alla cantina Su’Entu di Sanluri, potrebbe avvicinare nuovi appassionati a un mondo che sembra ancora un po’ lontano e forse anche troppo specialistico. Nella prima giornata sono stati presentati anche il concorso enologico internazionale Vermentino e l’attività e gli impegni del Distretto Sardegna Bio.
